martedì 21 settembre 2010

Anoressia e Bulimia, nuove soluzioni per i disturbi alimentari

Anoressia e bulimia risultano in America una delle prime cause di mortalità adolescenziale. Questa notizia, per quanto sconvolgente, non è conosciuta da tutti. Come le altre malattie mentali, anche i disturbi alimentari hanno una base genetica, ovviamente quest'informazione rivoluziona non solo il modo in cui si fa prevenzione, ma anche il modo in cui si va a intervenire sulla malattia.
Il seguente articolo presenta una serie di ricerche in cui si mette in evidenza come la base genetica inluenzi questi diturbi che, invece, prima erano ritenuti causati dalla società e dall'eccessiva attenzione al corpo, all'involucro, piuttosto che al contenuto.
Nuove soluzioni. Gli psicologi stanno sviluppando nuovi promettenti trattamenti e conducendo nuove ricerche per combattere i disturbi alimentari In qualsiasi momento, poichè più di 10 milioni di americani riportano sintomi di un disturbo alimentare, come l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa, secondo National Association of Eating Diorders. Altri milioni lottano col binge-eating disorder.
Gli psicologi conoscono bene lo scompenso che queste gravi malattie mentali causano sul corpo, compresa l’osteoporosi, complicazioni gastrointestinali e problemi dentari, tra altri significativi problemi di salute. Meno psicologi potrebbero conoscere che i disordini alimentari sono diventati una delle condizioni psicologiche più mortali della nazione. Una persona su cinque con l’anoressia alla fine muore per cause legate al disordine e vanta una delle percentuali più alte di suicidio di ogni altra condizione psichiatrica: uno studio del 2003 dell’ Archives of General Psychiatry ( Vol.60, No. 2) ha trovato che quelli col disturbo hanno una probabilità di suicidarsi 56 volte maggiore dei loro coetanei in salute. “ I disordini alimentari sono debilitati e possono essere fatali” dice Joslyn Smith, assistente legislativo dell’APA per la politica di interesse pubblico. “ Ma in genere, il riconoscimento della serietà e gravità di queste malattie non è adeguato”. Infatti, solo la metà di quelle con l’anoressia e la bulimia guariscono completamente, e anche tra quelli che sono guariti dall’anoressia, molti continuano a mantenere un peso basso e a essere depressi, secondo l’ Accademy for Eating Disorders, un organizzazione professionale globale che si dedica alla ricerca, educazione, trattamento e prevenzione dei disturbi alimentari.
Per combattere questi numeri e incoraggiare gli americani a condurre vite più salutari, gli psicologi stanno conducendo battaglie su diversi fronti per sradicare i disordini alimentari, aiutare quelli a cui sono stati diagnosticati o sono a rischio per questi disordini e ridimensionare le leggende riguardo queste condizioni.
Una delle ricerche più innovative è l’esaminare i fattori di rischio genetico legati ai disturbi alimentari. Nonostante per anni gli esperti hanno creduto che l’anoressia e la bulimia fossero causate esclusivamente da quelle influenze ambientali quali la pressione dei coetanei e le aspettative della società, un lavoro recente ha mostrato che molti fattori genetici e biologici giocano un ruolo analogo. “Non è inusuale anche ai nostri giorni di vedere disturbi alimentari legati alla scelta di ragazze vanitose di essere magre”, dice Kelly Klump della Michigan State University, PhD. “Quello che ora sappiamo è che proprio come ogni altra condizione psichiatrica, come la schizofrenia e il disordine bipolare, i disordini alimentare hanno una forte componente genetica.” Nel suo lavoro in cui esamini gli effetti dei geni sui disturbi alimentari, Klump ha condotto una serie di studi di sviluppo con i dati della Minnesota Twin Family Study. Essa ha trovato che l’ereditabilità dei sintomi dei disordini alimentari aumenta durante la pubertà, da un rischi zero prima della pubertà al 50 per cento o di più dopo (Psychological Medicine, Vol. 37, No. 5). Insieme alla professoressa di psicologia Pamela Keel della Florida State University, PhD, la Klump sta ora usando queste scoperte per esaminare come i cambiamenti naturali dei livelli ormonali ovarici possono contribuire a comportamenti bulimici nei gemelli.
Analisi preliminari suggeriscono che l’ereditabilità influenze i disturbi alimentari maggiormente quando i livelli estrogeni sono ai loro massimo. La Klump è anche coinvolta in uno studio sulla base genetica dell’anoressia condotto dall’University of North Carolina alla Chape Hill dalla psicologa Cynthia Bulik, PhD, e altri ricercatori da tutto il mondo. Come parte del consorzio genetico per l’anoressia nervosa dei 13 paesi, essi hanno intenzione di condurre il più grande studio mai fatto di associazione genetica per il disturbo, mettendo insieme ricerche e campioni di DNA di più di 4000 donne con l’anoressia e 4000 controlli. “La cosa fondamentale nella genetica è avere larghi campioni, e quello che abbiamo visto in altri disturbi, come l’autismo, l’obesità e la depressione, è che i ricercatori stanno unendo le forze per avere grandi numeri,” dice la Bulik. “La speranza è che il consorzio ci aiuterà a svelare la biologia che sta alla base della malattia, un passo importante per lo sviluppo di interventi basati sulla biologia.”

Fonte: psiconline.it - Monitor on psychology. A publication of the American Psychological Association (APA), Vol. 40 No. 4 April 2009 a cura delle Dott.sse Antonella Crescenzi e Rossella D Oria

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