sabato 25 settembre 2010

Dopo 100 anni giustiziata una donna

Teresa Lewis uccisa con un'iniezione letale per aver pianificato l'omicidio del marito e del figlio adottivo. La vittima aveva ritardi mentali. Inutili le 4000 richieste di grazia al governatore

Neanche la confessione dei sicari ha salvato la vita a Teresa Lewis. Non è bastata, infatti, la lettera scritta dai due uomini, esecutori materiale dell'omicidio del marito della donna, nella quale avevano scritto che di essere riusciti a manipolare Teresa: con quell'omicidio si sarebbero riusciti a mettere in tasca i soldi dell'assicurazione sulla vita del marito. Il governatore della Virginia, Robert McDonnell, non ne ha voluto sapere, impedendo così che venisse bloccata la pena di morte della donna di 41 anni. La morte di Teresa Lewis, purtroppo, fa segnare un triste primato: è stata la prima donna a essere giustiziata in Virginia nell'ultimo secolo e la prima donna negli Stati Uniti dal 2005. Dunque il miracolo dell'ultimo momento non c'è stato. Nulla è servito per far bloccare l'esecuzione. Neanche le 4.000 richieste di grazia presentate al governatore della Virginia: tra i firmatari, anche il famoso scrittore John Grisham e Bianca Jegger. Alle 3.13 ora italiana la donna, con un limitato quoziente intellettivo, le è stata iniettata l'iniezione mortale.

Il suo cuore, alle 9,13 ora locale, ha smesso di battere dopo l'iniezione di un cocktail di barbiturici, facendo svanire nel nulla tutti gli appelli di clemenza presentati da quando è stata condanna a morte. Era il 2003 quando è stata emessa la sentenza di condanna per aver pianificato l'assassinio del marito e del figlio adottivo del coniuge. Secondo la pubblica accusa, la donna aveva pianificato il crimine a sangue freddo per riuscire a incassare i soldi dell'assicurazione sulla vita, il che - secondo il giudice - gli assegnava una responsabilità maggiore sugli omicidi, rispetto ai suoi due complici, condannati al carcere a vita (tra l'altro il suo amante, Matthew Shallenberger, che all'epoca aveva 22 anni, si suicidò dopo la condanna). I difensori della donna hanno sostenuto fino all'ultimo che Teresa Lewis fosse stata raggirata dai due complici, più astuti di lei, e che la loro cliente soffriva di un disturbo di personalità che la rendeva dipendente. E inoltre avevano persino presentato una lettera dei due complici, i quali ammettevano di averla manipolata.

Tra l'altro, Teresa Lewis aveva un coefficiente intellettuale di 72, appena due punti sopra il limite che segna il limite legale per il quale un'esecuzione è incostituzionale (70 o meno). L'esecuzione della donna negli ultimi giorni ha fatto il giro del mondo, tanto da far scendere in campo anche il presidente dell'Iran Mahmoud Ahmadinejad. Il leader aveva fatto riferimento alla polemica paragonando il suo caso a quello di Sakineh, la donna iraniana che rischia la lapidazione in Iran. Gli ultimi desideri della donna americana, prima della sentenza di morte, sono stati un pasto a base di pollo fritto, piselli al burro, torta di cioccolato, crosta di mele e una Soda da bere. Poi ha rivolto un ultimo pensiero alla figlia. «Voglio solo che Cathy sappia che le voglio bene, e che mi dispiace molto».




[Fonte iltempo.it]

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