sabato 2 ottobre 2010

Denuncia uno stupro, ma era consenziente: 4 ragazzi "salvi" grazie alle riprese di un videofonino

C’è chi si lamenta che i videofoni invadano la privatezza di una persona, ma ci sono storie che invece ci aiutano ad apprezzare la tecnologia. E ci fanno capire come a volte tocchi sacrificare un pizzico di privatezza in cambio di più sicurezza. Una storia del genere viene dal profondo Veneto. Lei voleva fare qualcosa di “forte”, voleva “trasgredire” durante una festa dov’era andata col fidanzato, facendo sesso in bagno con un gruppo di ragazzi. Scoperta dal compagno, si professa innocente, vittima di uno stupro, per salvarsi la reputazione. Ma uno del gruppo aveva filmato il tutto, e dimostra che la ragazza era consenziente. E così l’incubo e l’infamia, per i giovani accusati, è finito senza conseguenze, mentre per la ragazza, oltre ad essere mollata dal fidanzato, si prospettano ben tre capi d’accusa.

E’ accaduto a Carbonara Po, nel Veneto, a metà giugno. In un ristorante si sta festeggiando un compleanno. Tra gli invitati, due giovani fidanzati. Ad un certo punto, la ragazza si allontana per prendere un digestivo in bagno, ed il ragazzo resta al tavolo. Passano i minuti, e la ragazza non torna. Così, lui decide di andare a vedere. Nel bagno delle ragazze, tutte le porte sono aperte, tranne una, da cui provengono rumori, ansimi, mormorii. Inconfondibili. Perplesso, il ragazzo entra in uno dei bagni aperti, sale su un sanitario e dà uno sguardo a quello di fianco, grazie all'apertura in alto: la sua ragazza sta facendo sesso (in vari modi) con ben quattro uomini.

Infuriato, non reagisce. Esce dal bagno, lascia la festa, a chi gli chiede spiegazioni non risponde. Neppure alla ragazza, ignara che lui abbia scoperto tutto. Messaggi, squilli, telefonate. Lui non vuole risponderle. Così lei decide di andare a casa sua, dove lui, ancora (giustamente) infuriato, le dice di aver visto tutto e che non vuole più vederla. Lei si difende, dice di non ricordare, poi rivela di essere stata drogata e stuprata. Lui le crede, e l’accompagna dai Carabinieri. Lei fa nomi e cognomi dei "bruti", senza problemi. Scattano così le manette per i quattro, mentre lei si sottopone a tutti gli esami del caso. Intanto, i quattro vengono sentiti dalla magistratura. Uno di loro chiede di poter far vedere un video girato col telefonino proprio quella sera: il magistrato acconsente, e le immagini sono inequivocabili. La ragazza era non solo del tutto consenziente, ma desiderosa di provare questa esperienza, fare sesso con quattro ragazzi mentre fuori, ignaro, c’è il fidanzato ad attenderla al tavolo. Il video non lascia dubbi, il magistrato chiude rapidamente il caso, e i quattro vengono scagionati. Anche gli esami tossicologici rivelano che la ragazza non aveva assunto alcun tipo di droghe.

Ora la giovane, mollata dal fidanzato (stavolta definitivamente), dovrà vedersela con ben tre accuse: procurato allarme presso le autorità, simulazione di reato e calunnie. Nell’era del Grande Fratello, un video ha impedito ad una giovane perversa di rovinare la vita a quattro ragazzi, senza il quale, invece, avrebbero avuto ben poche speranze di non passare come “mostri”. Ancora una volta, è bastato rinunciare ad un pizzico di privatezza per avere più sicurezza. Carbonara Po insegna.

[Fonte levanteonline.net]

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