sabato 2 ottobre 2010

I giudici che sbagliano vengano ridotti ai lavori campestri ! - di Rodolfo B.

Con storia di 40 anni, in queste sedi di “giustizia incapace” viene posto in essere l’imperio di un male assoluto che riprova a svellere l’ordine storico-naturale del padre per rinnegare il suo vincolo etico giuridico con la prole ed inibirlo nella sua dignità di persona, con una operante prassi di incompatibilità ai principi costituzionali dell’uguaglianza dei diritti fra le persone e della loro pari dignità.

Oggi, una riforma strutturale della Magistratura e della sua filosofia di mestiere è divenuta considerazione di soluzione improcrastinabile:

- separazione delle carriere ai fini dell’attuazione giurisdizionale del giusto processo davanti a giudice terzo ed imparziale (art. 111 Cost.),

- esautorare i magistrati dai privilegi finora connaturati alla professione e dalla prerogativa ideologica dell’impunità, instaurando la responsabilità personale per gli errori giudiziari dove si comprenda perciò la meritocrazia e le sanzioni per un loro recupero con l’affidamento ai lavori campestri ovvero, per estremi motivi, anche con la dimora nelle patrie galere !

rodolfobrogna@libero.it

[Fonte adiantum.it]

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