mercoledì 6 ottobre 2010

Infanticidio, il padre della maestra arrestato per occultamento di cadavere

A incastrarlo è la deposizione del medico amico di famiglia
Intanto la figlia dice di non aver mai voluto uccidere il neonato

TRENTO (6 ottobre) - I carabinieri hanno fermato ieri sera Enzo Bolzoni Giovannoni, padre della maestra d'asilo di Trento accusata di infanticidio. Il provvedimento di fermo firmato dal Pm Marco Gallina riguarda l'accusa di occultamento di cadavere. L'uomo era rientrato domenica scorsa dalla Repubblica Dominicana assieme alla figlia Francesca Bolzoni Giovannoni, di 41 anni, poi arrestata dai carabinieri con l'accusa di infanticidio. Per gli inquirenti sarebbe stato Enzo Bolzoni Giovannoni a far sparire il corpicino del neonato, che aveva visto la luce lo scorso 26 giugno durante una cena a casa del nonno della donna, Gualtiero Giovannoni.

Ieri pomeriggio i carabinieri hanno interrogato il dottor Mauro Vincenzo, amico di famiglia che era rimasto a cena per circa un'ora. L'uomo era accompagnato da un legale e secondo indiscrezioni - non confermate dagli inquirenti - sarebbe indagato. Nell'ordine di custodia cautelare per Francesca Giovannoni gli inquirenti parlano, tra l'altro, di un doppio interrogatorio a cui sarebbe stato sottoposto il medico. Vi è anche una ricostruzione dei fatti. Mentre rincasava a casa, dopo la cena - viene detto - il medico ricevette una telefonata da Enzo Bolzoni che lo sollecitava a ritornare a Trento perché «era accaduto qualcosa di grave». Giunto nell'abitazione di Gualtiero Giovannoni gli fu fatto vedere dal padre della puerpera un asciugamano contenente il corpicino privo di vita. «Un feto dalle dimensioni importanti». «Con Enzo parlammo di che cosa si potesse fare del cadaverino - spiega ai carabinieri il dottor Vincenzo - e non mi ricordo cosa esattamente abbiamo detto. Enzo non sapeva cosa fare, dato che era in stato di shock, lo stesso si chiedeva cosa fare del corpicino, nominando la possibilità di metterlo in un cassonetto o seppellirlo. Io lo invitati a rifletterci e lui mi congedò dicendomi di andarmene». Anche ieri i carabinieri hanno effettuato vari sopralluoghi in Tesino alla ricerca del feto, ma senza esito.

Sempre ieri è stata interrogata Francesca Bolzoni Giovannoni. Durante il colloquio ha detto di aver avuto un parto prematuro in bagno, ma di non aver mai voluto uccidere il figlio. La donna ha poi detto che non sa dove sia stato portato il corpo del bambino. Per celare la realtà, ai commensali sarebbe stata raccontata la storia di un gattino agonizzante trovato dinanzi alla casa: il panno sporco di sangue era stato spiegato come un panno per avvolgere il gatto ferito ed i vagiti come miagolii.

Una famiglia benestante. Il delitto non è maturato in un contesto di degrado sociale, ma in una famiglia benestante. La donna arrestata con l'accusa di aver ucciso il figlioletto appena nato è nipote di Ines Fedrizzi, la più famosa pittrice e gallerista trentina, scomparsa cinque anni fa. L'abitazione dove si è svolta la vicenda è palazzo Travaglia di via alla Pelegrina a Cognola, residenza della Fedrizzi e del marito Gualtiero Giovannoni, 89 anni, dove alloggiano anche il figlio Enzo e la compagna dominicana quando tornano in Italia. Francesca Bolzoni Giovannoni è figlia di Enzo; vive con il compagno Cristiano Fusaro a Villamontagna.

Il parto durante la cena. Erano a cena tutti assieme la sera della tragedia, lo scorso 26 giugno, un incontro conviviale fra pochi intimi, fra cui il medico Vincenzo Mauro. A metà della cena, ma le versioni qui diventano contrastanti, Francesca si sarebbe alzata per andare in bagno. Si sarebbe assentata per circa quindici minuti e quando è rientrata nessuno avrebbe notato in lei qualcosa di strano.

A rendersi conto di quanto avvenuto è stata Wieslawa Wilinska, la donna polacca che da anni assiste Gualtiero Giovannoni; sul corridoio, a pochi metri dal cortile, c'era un panno insanguinato per terra, con avvolto qualcosa, e dal quel fagotto provenivano dei lamenti. Forse un gatto. Francesca Bolzoni Giovannoni avrebbe preso in braccio il fagotto prima che qualcuno si avvicinasse troppo. Il corpicino di quel bimbo innocente sarebbe stato fatto sparire la sera stessa. Sembra che la famiglia di Francesca fosse contraria al suo legame con Cristiano Fusaro, il compagno veneto, macellaio impiegato al Billa di Trento Nord, già padre di due bambini nati da una precedente relazione. Fusaro assicura: «non sapevo neppure fosse incinta».

[Fonte ilmessaggero.it]

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