lunedì 11 ottobre 2010

“IO, VIOLENTATA E FILMATA”. MA I GIUDICI LO ASSOLVONO

Assolto perché il fatto non sussiste dalle accuse di violenza sessuale e tentata estorsione. Al centro della storia, un 47enne ed una ragazza all'epoca 19enne, che a suo dire voleva entrare nel cinema

LECCE – Assolto perché il fatto non sussiste, e ora bisognerà attendere circa 60 giorni per conoscere le motivazioni, ma è lecito credere che i giudici abbiano ritenuto verosimile la versione fornita dall’indagato. Al centro, una storia che vedeva coinvolto un uomo oggi 47enne, originario di Merine, frazione di Lizzanello, accusato di violenza sessuale e tentata estorsione, a causa di una controversa vicenda e sulla scorta di accuse avanzate da una donna, oggi 25enne, ma solo 19enne all’epoca dei fatti. A dire di quest’ultima, lui avrebbe sfruttato la sua voglia di sfondare nel mondo del cinema, ma sarebbe stata in qualche modo raggirata. Niente di tutto questo, dunque, per i giudici della prima sezione penale (presidente, Stefano Sernia), che hanno messo fine ad una vicenda giudiziaria durata sei anni. Il pm Giuseppe Capoccia aveva richiesto 3 anni e 8 mesi.

Già il 27 settembre scorso, la presunta vittima non si era presentata per deporre in aula. L’udienza era così stata rinviata alla data di oggi, in cui si attendeva anche la sentenza. Alla fine arrivata, e che scagiona l’uomo da ogni accusa. Secondo il racconto della ragazza, sarebbe stata avvicinata da un tamburellista conosciuto casualmente in un pub di Muro Leccese nell’agosto del 2004. Sempre a dire della donna, sarebbe stata violentata e ripresa con una telecamera. Diametralmente opposta la versione dell’uomo, che ha sempre sostenuto la tesi del rapporto consenziente e di non aver mai fatto alcuna ripresa.

La ragazza ha raccontato che lui avrebbe vantato amicizie influenti nel mondo del cinema, in particolare di essere molto amico di un regista di nome Edward (non meglio precisato), mettendola in contatto con lui telefonicamente. Il sedicente regista, però – sempre secondo la versione della donna -, avrebbe richiesto una prestazione sessuale. Proposta senza seguito. Ma dopo qualche giorno, l’allora 19enne avrebbe accettato di incontrare l’uomo finito a processo nella sua abitazione. E, sempre sulla scorta di questa versione, avrebbe abusato di lei, riprendendo tutto. La donna ha anche sostenuto di essere stata ricontattata per un secondo incontro, al quale avrebbe dovuto partecipare anche il “regista”. E se lei non fosse stata consenziente, quel video sarebbe finito nelle mani di tutto il paese.

Niente di tutto ciò, a sentire l’imputato oggi assolto. Nessuna violenza, nessun video, e soprattutto nessun regista di nome Edward. Ammettendo di aver avuto un rapporto sessuale con la ragazza, al quale, però, lei avrebbe acconsentito. La donna si era costituita parte civile con l’avvocato Fabio Vitale. L’imputato era assistito dall’avvocato Giovanni Luca Aresta.


[Fonte lecceprima.it]

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