martedì 12 ottobre 2010

Sarah, di certo c´è solo che è stata uccisa

A poche ore dal suo funerale, Sarah non smette di far parlare di sè. Raramente un fatto di sangue ha colpito l'immaginario popolare come quello della giovane 15enne uccisa e stuprata dallo "zi' Michele", e tanti sono ancora i punti oscuri al vaglio degli inquirenti. Lo hanno scritto a chiare lettere nell'ordinanza cautelare, laddove si legge che "le indagini potrebbero essere chiuse...". E' l'uso del condizionale che, sommato ai tanti interrogativi, fa prevedere altri sviluppi della vicenda che ha addolorato l'Italia intera.

L'attenzione si concentra sempre di più sulla figlia, la "cugina Sabrina" che non riesce a convincere con i suoi racconti un pò inverosimili. Difficile dimostrare di non aver coperto il padre, quando l'omicidio si consumava a distanza di 5 metri in linea d'aria, in un caldo e silenzioso pomeriggio d'agosto.

E poi, come mai Sarah, che solo 6 giorni prima era stata molestata dallo zio, ha accettato di scendere in garage da sola ?

Attorno a questo interrogativo ruotano adesso le indagini, che si fanno serrate per mettere la parola fine a tutta la storia, oppure per riaprirne gli aspetti più reconditi, per nulla chiari.

Secondo il criminologo Mastronardi, intervenuto alla trasmissione "Porta a Porta", il finto ritrovamento del cellulare ha voluto significare, da parte dell'assassino, un "voler entrare dentro" la storia, dalla quale fino a quel momento era rimasto defilato. Una sorta di gratificazione, ad essere al centro delle telecamere, alla quale "Zì Michele" non ha retto, avendo addossato su di sè, in tal modo, i sospetti.

Fa eco lo psichiatra Paolo Crepet, secondo il quale una persona come lui, a oltre cinquant'anni di età, non può non avere dei precedenti, non può non aver manifestato campanelli d'allarme, ativamente al suo compotamento, nell'ambiente familiare, che adesso lo coprirebbe.

E Mentre gli inquirenti cercano di mettere al loro posto le tessere del mosaico, Il difensore di Misseri, Daniele Galoppa, ha invece chiesto al gip Martino Rosati di disporre una perizia psichiatrica per accertare la capacita' di intendere e di volere del proprio assistito sia al momento del delitto sia nel corso del giudizio. Perche' - spiega il legale - Misseri nel corso di ''diversi interrogatori'' ha fornito ''versioni contraddittorie, assolutamente illogiche e poco credibili''. E poi - sottolinea - ''non ha detto tutta la verita'''. Sul significato di questa sua affermazione il legale non si sbilancia e rimanda a quanto ha scritto il gip nel provvedimento di arresto, quando parla della ''necessita' di approfondire gli aspetti ancora nebulosi'' della vicenda e dell'ipotetica complicita' di alcuni familiari di Misseri dopo l'omicidio.

Sono inconciliabili, infatti, le versioni di Misseri, di sua figlia Sabrina e dell'amica Mariangela su quei dodici minuti, fra le 14.30 e le 14.42 del 26 agosto, quando si sarebbe consumato l'omicidio. Nell'interrogatorio di garanzia, Misseri ha sostenuto che Sarah aveva il telefonino in mano mentre lui le stringeva il collo con una cordicella. "Era Sabrina che la stava chiamando - ha detto l'uomo - io non l'avevo vista che stava fuori con Mariangela. Poi dopo, quando si è accasciata Sarah, il cellulare è andato a terra". La figlia Sabrina, invece, in collegamento con il programma di RaiUno La vita in diretta, ha affermato con sicurezza che, nel momento in cui lei telefonava a Sarah per chiederle conto del suo ritardo, il padre era sull'uscio della cantina: "L'ho visto in strada mentre salivo in macchina con Mariangela e provavo a contattare Sarah al cellulare, non è vero che, mentre il telefono squillava, lui stava stringendo la corda al collo di Sarah, come si legge nei verbali del suo interrogatorio. Il telefono ha continuato a squillare mentre l'auto svoltava, poi è diventato improvvisamente irraggiungibile".

Di certo, finora, c'è solo che Sarah è stata uccisa. 
 
[Fonte adiantum.it]

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