giovedì 14 ottobre 2010

TUMORI: DONNE A RISCHIO, CANCRO POLMONE SECONDO BIG KILLER DOPO SENO

(ASCA) - Roma, 14 ott - Le donne sottovalutano, quando non ignorano, il tumore del polmone. Solo il 7% lo ritiene infatti davvero pericoloso, dopo quello della mammella e dell'utero. Il resto associa una percezione di rischio medio-bassa. Lo rivela uno studio realizzato da Elma Research e presentato oggi dall'associazione O.N.Da, su 600 persone tra uomini e donne di eta' compresa fra i 25 e i 60 anni e distribuite su tutto il territorio nazionale ed e' stato presentato oggi a Montecitorio.

Le donne, solitamente attente e informate in tema di salute, disponibili a sottoporsi volontariamente agli screening per le principali neoplasie oncologiche femminili, appaiono decisamente superficiali ed ''impreparate'' di fronte a questa forma tumorale. Benche' sia aumentata la consapevolezza che il tumore al polmone non colpisce solo gli uomini, solo il 32% delle donne sa che negli ultimi anni i decessi per questa neoplasia sono aumentati proprio tra la popolazione femminile, anche tra le non fumatrici, raggiungendo il secondo posto tra le cause di morte oncologica. Soltanto il 28% ritiene necessario evitare di respirare il fumo passivo, che tuttavia e' associato ad un aumentato rischio di ammalarsi di tumore polmonare pari a circa il 30%. E' in tema di prevenzione che, indifferentemente uomini e donne, chiedono maggiori informazioni, oggi ottenute per la maggior parte dalla televisione (46%), seguita dal medico di famiglia, internet, riviste e quotidiani. Fanalino di coda sono le iniziative istituzionali (3%) sulle quali occorre dunque puntare maggiormente. ''Sottovalutare il tumore del polmone per una donna - spiega Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da - e' un grave errore. Come confermano i nostri dati, questa neoplasia e' ancora troppo sentita come 'malattia del fumatore' e gli atteggiamenti verso l'informazione, la prevenzione, la diagnosi e le cure non sono quindi affrontate con sufficiente consapevolezza. Chi non fuma non si sente toccato dal problema ed assume un comportamento di indifferenza e disinteresse; chi lo fa si sente razionalmente esposto ma mette in atto un atteggiamento emotivo difensivo e distaccato. Solo una esigua parte di popolazione, indipendentemente dall'abitudine al fumo, si mostra coinvolta e sensibile verso tutto cio' che ruota attorno al tumore del polmone. Dunque i primi impegni per invertire questo trend negativo devono quindi essere rivolti alla sensibilizzazione, cominciando dalla popolazione e dall'opinione pubblica. A livello di cura, nel nostro network Bollini Rosa, esistono ospedali che offrono servizi mirati alle donne, ad esempio il Programma 'Mamme libere dal fumo' ed i centri antifumo che impostano interventi personalizzati per aiutare la donna a smettere di fumare e mantenersi astinente''.

''Il tumore al polmone - spiega il Prof. Armando Santoro, Responsabile del Dipartimento di Oncologia Medica ed Ematologia dell'Istituto Clinico Humanitas di Milano - costituisce sempre piu' una emergenza sociale e sanitaria con circa 35-40 mila morti per anno nel nostro paese; mortalita' che se aggiunta alle altre cause di morte per fumo, quali malattie cardiovascolari e respiratorie, arriva a superare gli 80 mila decessi all'anno. Solo fino a pochi anni fa era una malattia a prevalenza maschile, con un rapporto di incidenza maschi/femmine di 5:1. Oggi questa relazione e' dimezzata arrivando a 2,5:1, il che indica come stia aumentando l'incidenza nel sesso femminile. I nuovi casi diagnosticati in Italia ogni anno sono fra i 30 e i 35 mila con una progressiva riduzione negli uomini ed un costante incremento nelle donne''.

res-mpd/mar/rob

[Fonte asca.it

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