sabato 16 ottobre 2010

Uccide il marito invalido e tenta il suicidio: fermata

MONTEGROTTO. Dubbi sulla versione, il figlio arrestato per droga 

 PADOVA
Avrebbe indotto il marito, da tempo malato e invalido al 100%, ad assumere medicinali per farlo dormire, ha collegato l'abitacolo dell'auto ai gas di scarico con un tubo e poi si è seduta accanto a lui. L'uomo, Paolo Varotto, 56 anni, è morto, la moglie, Loretta Santinello, 54, è stata portata in ospedale in stato di fermo per omicidio, in attesa di essere trasferita in carcere.
I dubbi sul tentato suicidio sono comunque tanti: dalle analisi del suo sangue non sono risultati infatti nè segni di asfissia da monossido nè tracce di sonniferi.
A trovare i due coniugi ieri mattina, poco prima delle 7, i carabinieri di Abano Terme lungo la strada che porta ai Colli Euganei avvisati da una passante; gli stessi militari che una decina di ore dopo hanno dovuto arrestare il figlio dei due, Mauro, perchè nella loro casa di Due Carrare, a Padova, è stata scoperta una piccola serra per la produzione di marijuana e 750 grammi di sostanza.
Dopo l'interrogatorio, su parere degli stessi investigatori, Mauro è stato posto dal Pm di turno ai domiciliari in casa di alcuni parenti.
Il dramma familiare, a cui si è aggiunta la "sorpresa" del pomeriggio, ha avuto inizio probabilmente giovedì sera, poco dopo le 21. Verso quell'ora la donna ha chiamato il figlio Mauro. Loretta Santinello ha lasciato anche una sorta di dettagliato diario sul cruscotto dell'auto, una Fiat Punto di colore grigio. Frasi legate alle medicine somministrate al marito, al suo perdere i sensi, al tubo collegato ai gas di scarico. E la scritta «Perdonateci ma non si può continuare. Siamo morti da tempo». Un uso del plurale che la donna dovrà probabilmente spiegare ai carabinieri e al Pm quando potrà essere sentita.
Ieri sera, dopo la chiamata della madre, il figlio ha dato l'allarme ma il cellulare della donna era spento e solo stamani i carabinieri sono riusciti ad individuare l'auto. Paolo Varotto era riverso sul sedile anteriore, la moglie su quello di guida. I medicinali sono stati trovati in grande quantità all'interno della vettura che aveva i finestrini chiusi con del nastro adesivo. C'erano tranquillanti, sonniferi e altre medicine. Un "caso" in apparenza da manuale del suicidio.
Poi il finale inaspettato, quando nel pomeriggio i militari sono andati nella casa della coppia per le verifiche di routine. Nel corso della visita, però, il figlio Mauro ha cominciato a essere sempre più nervoso e la ragione era nel sottotetto. Nell'ampia sala c'era la droga in piccola parte già pronta in sacchettini e il resto in fase di essicazione.

[Fonte ilgiornaledivicenza.it]

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