sabato 16 ottobre 2010

Violenta l’amica conosciuta in chat - L'operaio 55enne è stato rinviato in giudizio. «Sono innocente, lei voleva». L'infermiera 50enne, denunciò il fatto solo dopo che l'uomo non si era fatto più sentire

L'operaio 55enne è stato rinviato a giudizio. «Sono innocente, lei voleva». L'infermiera 50enne, denunciò il fatto solo dopo che l'uomo non si era fatto più sentire

VENEZIA — Lei, infermiera di cinquant’anni, con un marito e due figli, cercava forse qualche stimolo in più dalla vita. Lui, operaio di 55 anni, aveva letto il suo messaggio lanciato non con una bottiglia nel mare, ma su «Meetic», uno dei più conosciuti siti internet di incontri. Come due adolescenti, si erano scritti, poi incontrati e avevano fatto amicizia. Forse anche si piacevano un po’, ma quel 27 giugno 2007, sulla panchina di un parchetto di via Vallon a Mestre, lui aveva forzato i tempi e l’aveva costretta a subire un rapporto sessuale. Venerdì lui è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale dal gip Luca Marini, come richiesto dal pm Giovanni Zorzi. A partire dall’11 gennaio 2011, di fronte ai giudici del collegio, insieme al suo avvocato Jacopo Trevisan cercherà di dimostrare la sua innocenza.

Come spesso accade in questi casi, infatti, testimoni del fatto non ce ne sono, nonostante l’ora, e dunque tutto si gioca sullo scontro di testimonianze: lui, ovviamente, dice che lei non aveva opposto resistenza, che «ci stava». Anche perché la denuncia della donna aveva avuto una genesi del tutto particolare. Sconvolta per quello che le era accaduto e per il fatto che lui non si faceva più sentire, aveva iniziato a cercarlo: aveva addirittura contraffatto il suo cartellino di infermiera per fingere di essere una poliziotta in borghese e un giorno aveva fermato delle auto a Carpenedo mostrando la fotografia del suo stupratore. Fermata dalla Polizia, quella vera, era stata denunciata per usurpazione di pubbliche funzioni (patteggiando una pena pecuniaria con il suo avvocato Michela Lupi nel 2008), ma aveva anche denunciato la violenza subita un paio di settimane prima.

A.Zo.

[Fonte corriere.it]

 

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