lunedì 15 novembre 2010

Adescamento on line: una mini guida ai genitori per un uso consapevole

Le forze di Polizia hanno spesso documentato che internet è un luogo poco sicuro per i minori. Questo strumento di comunicazione, sebbene implichi la mediazione di computer e di una certa lontananza fisica, consente rapporti interpersonali molto intimi, neutralizzando non solo differenze culturali ma anche di età.

La tecnologia delle chat o dei social network consente ai ragazzi di mantenere contatti con amici o conoscere nuove persone, ma è necessaria la consapevolezza che dietro nickname o profili fasulli si possano nascondere pedofili o malintenzionati.

I molestatori identificano e selezionano le loro vittime navigando su siti specifici o cercando un minore adatto tra i profili registrati. Instaurano subito una relazione molto confidenziale, affrontano aree della vita privata problematiche e offrono il loro aiuto e sostegno morale. Trattano con facilità argomenti di natura sessuale, in maniera piacevole e intima, ponendo molte domande e diventando sempre più espliciti. Promettono una relazione d’amore esclusiva, seria e duratura; chiedendo di non parlare con nessuno. Inoltre si informano sulla posizione del computer e domandano di non registrare le conversazioni adducendo come scusa che la relazione rimanga segreta. Invitano subito la vittima ad incontrarsi nuovamente in chat oppure pretendono subito l’indirizzo e-mail o il numero di cellulare così da programmare un incontro faccia a faccia.

I minori più a rischio solitamente trascorrono molte ore al computer e sono molto abili nella navigazione internet. A volte sono ragazzi che presentano difficoltà a mettersi in relazione in prima persona e preferiscono utilizzare un mezzo per superare le proprie timidezze o incapacità di instaurare amicizie. Possono essere ragazzi confusi rispetto alla propria identità sessuale oppure adolescenti che non hanno ricevuto un’informazione sessuale adeguata da parte della famiglia o da adulti di riferimento. Se la comunicazione con i genitori è inadeguata, i ragazzi, possono avere delle difficoltà a condividere con i genitori le proprie esperienze e la conquista della propria autonomia e talvolta mostrare atteggiamenti oppositivi evidenti.

I genitori dovrebbero favorire un uso consapevole di internet, chiedendo ai propri figli di essere informati rispetto alle loro attività on line: cosa stanno facendo? con chi comunicano? Bisogna cercare di instaurare un rapporto di fiducia e non di controllo e stabilire i tempi di utilizzo del computer e gli scopi per cui va usato. L’utilizzo di internet non deve sostituire altre attività importanti come quelle scolastiche e sociali. Si devono condividere le raccomandazioni per l’uso sicuro delle chat e dei social network, assicurando che i figli sappiano che le persone non sono sempre chi dicono di essere. Si deve insegnare ai propri figli come bloccare le persone che infastidiscono durante le attività on line ed eliminare le e-mail che possono contenere spam o informazioni non adatte a loro. Inoltre è necessario collocare il computer in stanze di accesso comune piuttosto che nella cameretta o in posto isolato.I genitori devono avvertire che non bisogna assolutamente fornire dati personali come: nome, cognome, età, indirizzo oltre a non inviare informazioni riservate (password o informazioni bancarie) e non compilare moduli on line.

Mostrare ai propri figli di essere sempre disponibili ad ascoltarli e fargli capire che non è mai troppo tardi per riferire se qualcuno o qualcosa li ha infastiditi o li ha turbati durante la navigazione.

Inoltre se si trova materiale illegale o presumibilmente dannoso per bambini e adolescenti è bene segnalarlo alla polizia postale oppure al servizio Hot114.


Dott.ssa Claudia Galbiati
Psicologa

[Fonte: paginebimbo.it]

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