domenica 21 novembre 2010

Amici dell'Alienazione Genitoriale & Nemici della Bigenitorialita': Roberta Lerici


Il blog di Roberta Lerici e la storia di una lettera accuratamente oscurata


Quella che riportiamo in questo articolo è una lettera inviata dal dott. Fabio Nestola (Presidente della FeNBi, Federazione Nazionale per la Bigenitorialità) al blog di Roberta Lerici, quale replica alle dichiarazioni rilasciate dalla curatrice dell'omonimo blog in merito alle violenze domestiche come criterio di deroga dall’affido condiviso.
Un primo commento è stato oscurato, come anche la lettera che segue, alla quale invece diamo "asilo politico e culturale", vista l'assoluta pacatezza dei toni e la puntuale precisione nell'esposizione dei dati.
Naturalmente, è forte in noi la speranza che la signora Lerici ci invii un suo personale contributo che, in ossequio alle più elementari regole dell'informazione democratica, pubblicheremo volentieri.
Gentile Roberta Lerici,
vedo che i commenti non graditi non hanno spazio sul blog. Lecito, per carità, ma difficile da definire democratico (…)
Eppure il mio intervento, firmato con nome e cognome, mostrava di concordare al 90% con la sua intervista; dissentivo per un solo particolare, oltretutto motivando.
Mi sembrava un commento estremamente pacato, mi scuso se ho dato l'impressione di essere aggressivo.
Ripeto: quanto affermato non sono convinzioni personali di un maschilista talebano, ma la presa di coscienza rispetto ad un fenomeno emergente incontestabile, evidenziato da autorevoli fonti. Ne cito alcune:
 «I maltrattamenti in famiglia stanno diventando un'arma di ritorsione per i contenziosi civili durante le separazioni...», «...è appurato che le versioni fornite dalle presunte vittime sono gonfiate ad arte. Solo in due casi su 10 si tratta di maltrattamenti veri, il resto sono querele enfatizzate e usate come ricatto nei confronti dei mariti durante la separazione...».
«...L'impressione è che alcune mogli tendano a usare la polizia giudiziaria come strumento per perseguire i propri interessi in fase di separazione...».
Carmen Pugliese, Sostituto Procuratore c/o Trib. di Bergamo - inaugurazione anno giudiziario 2009, previa autorizzazione del Proc.Gen Galizi, 29/1/2009
 
«Sempre più spesso si ricorre alla querela del coniuge o del convivente per risolvere a proprio favore i contenziosi civili per l’affidamento dei figli o per l’assegno di mantenimento...».
Barbara Bresci, Sostituto Procuratore c/o Trib. di Sanremo - Quotidiano Nazionale, 25/10/2009
 
«Onestà intellettuale vuole che (...) si parli anche dei casi di “false” violenze o meglio di “false” denunce di violenza subita...».., «Inutile dire che per l’esperienza fatta le false denunce provengono quasi nella totalità da donne, spesso madri che in tal modo tentano di allontanare gli ex mariti dai figli...».
Jacqueline Monica Magi, Sostituto Procuratore c/o Trib. di Pistoia – il Sole 24 Ore, 25/11/2009
 
«L’accusa di violenza sessuale è il modo più facile per estromettere il padre dalla vita dei figli. La donna non solo si libera del partner come coniuge ma anche come padre, facendolo uscire definitivamente dalla sua vita....», «La legge attuale non garantisce né il padre, né il minore. Per quanto riguarda il bambino (...) quando si rivela la falsa accusa, che di solito è fatta su istigazione della madre, la situazione si rivolta proprio contro di lui...».
Maria Carolina Palma,  CTU c/o Trib. di Palermo – L'Avvenire, 13/4/2009
 
"Uno dei miti diffusi nella nostra società è che la violenza domestica è qualcosa che gli uomini fanno alle donne [...] Le donne istigano la maggior parte delle violenze in ambiente domestico e aggrediscono gli uomini piu' spesso e in maniera piu' grave".
Rossana Alfieri, pedagogista clinica
 
Tematiche spesso ignorate e sottaciute....il concetto di violenza di genere viene inteso come legato indissolubilmente alla figura femminile, ma non può e non deve essere così…
…A fronte della violenza cieca, diretta dell’uomo, esiste una violenza subdola, fredda, vendicativa, tipica della donna……Nel ripensare l’ottica preventiva è importante soffermarsi sul concetto di persona maltrattata, e non di uomo/donna…
Chiara Camerani – docente di Criminologia, Università de L'Aquila
 
L'AGI (associazioni giuristi italiani) spiega,attraverso l'avvocato Cristina Nicolini: “Se ci sono i minori in ballo, si mettono in atto dinamiche crudeli: le donne avanzano false denunce di maltrattamenti o molestie sui figli a scapito del coniuge, per togliere a quest'ultimo la patria potestà
Dinamiche che, secondo la presidente Clara Cirillo, sono in aumento: “credo che la tendenza stia crescendo: questo è sintomo di un disagio della mancanza di un punto d'ascolto. [...] Ad adottare questi sotterfugi sono tutte donne: se la separazione è in corso, non ci sono strumenti prima dell'udienza per allontanare uno dei due genitori da casa. L'ordine di allontanamento giunge solo in caso di violenza fisica, ed ecco perché arrivano le denunce verso i mariti, per la maggior parte dei casi inventate
 
Anche Valentina Noseda conferma: 'Tanto per cambiare, insomma, il “vizietto” nostrano di approfittare della legge, quando c’è, proprio non vuole morire. E, tra un reato di stalking e l’altro, spesso se ne configura un terzo, legato al mero interesse (economico) della presunta vittima di molestie. Non è un caso che spesso si ricorra alla querela del datore d lavoro, ma anche del coniuge o del convivente per risolvere a proprio favore i contenziosi civili per l’affidamento dei figli o per l’assegno di mantenimento'.
 
"il fenomeno della donna violenta è in parte dovuto a modelli televisivi di donne forti, dominatrici, che si impongono sull’uomo con un’aggressività legittimata, che diviene un valore positivo”
Marianna De Cinque, avvocato matrimonialista
 
Come avrà notato cito solo dichiarazioni di donne italiane, professioniste del settore. Ho volutamente escluso di citare pareri di ricercatrici statunitensi, canadesi, francesi, britanniche,  austriache, norvegesi, persino indiane....
Piaccia o meno sono le donne, almeno quelle libere da preconcetti, ad evidenziare la necessità di arginare il fenomeno della violenza domestica, liberandolo dal postulato secondo il quale la donna può essere solo vittima, senza mai agire alcun tipo di violenza fisica o psicologica sul proprio partner.
Esiste una documentazione infinita sull'argomento, curo corsi di formazione, devo essere aggiornato e possiedo una corposa letteratura scientifica di riferimento.
Non le nascondo che la maggior parte del materiale è composto da ricerche statunitensi, in Italia l'informazione a 360° è un argomento tabù.
La violenza femminile non esiste ?
Se esiste, è legittimata ?
La mia opinione: è necessario che la collettività prenda posizione contro ogni forma di violenza, a prescindere dal genere di autore e vittima.
E' un errore circoscrivere la violenza per categorie: come non è vero che gli stupri siano commessi solo dai rumeni, che le rapine in villa le facciano solo gli albanesi, che gli spacciatori siano solo marocchini, che la criminalità in genere sia opera degli immigrati, così non è vero che la violenza domestica sia una prerogativa esclusivamente maschile
Un esempio, il più semplice: lo stupro delle relazioni
Cosa c'è di più violento che interrompere la relazione padre-figlio costruendo false accuse ?
Violenza subita dal soggetto adulto, ma soprattutto dal minore.
Negare che questo fenomeno sia in preoccupante espansione non aiuta la conoscenza, l'obbiettività, l'informazione corretta.
Per questi motivi sono certo che anche questo commento non verrà pubblicato
Poi in pubblico si sbizzarrisca pure nel dare del “fascista” a chi non la pensa come lei, ma almeno in privato la invito a riflettere su chi dimostra realmente di oscurare le più elementari regole democratiche
 
Cordialità
Fabio Nestola


[Fonte adiantum.it - 29/04/2010]

Nessun commento:

Posta un commento