sabato 6 novembre 2010

Le tracce lasciate dai cellulari inchiodano la banda dell'amante

I tre accusati di sequestro, omicidio e distruzione di cadavere. La donna, 53 anni, respinta dal marito della vittima voleva vendicarsi. Con la donna finiscono in carcere due giovani uno è pregiudicato

di MEO PONTE

Ora è ufficiale: Marina Patriti non è scomparsa il 18 febbraio dopo aver lasciato la figlia Elisa all'asilo di Bruino. E' stata rapita e uccisa dall'ex amante del marito e da due giovani complici. Ieri mattina, in via Saffi 5, i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno arrestato Maria Teresa Crivellari, 53 anni, Andrea Chiappetta, 37 anni e Calogero Pasqualino, 27 anni. Sentendo i sospetti degli investigatori addensarsi su di loro avevano deciso di rivolgersi all'avvocato Giampaolo Mussano. Davanti al portone del legale però c'erano i carabinieri.

Gli arrestati

Le accuse contro Maria Teresa Crivellari e i suoi complici che sono indagati per sequestro di persona, omicidio e distruzione di cadavere, sono raccolte nelle 28 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare emessao dal gip Marco Battiglia. Pagine che rivelano anche il paziente lavoro di raccolta degli indizi fatto dal procuratore capo di Pinerolo Giuseppe Amato e dai carabinieri del comando provinciale di Torino. Gli investigatori, dopo la denuncia della scomparsa di Maria Patriti fatta dal marito alla stazione dei carabinieri di Piossasco il 19 febbraio, avevano preso in esame le ipotesi di una sparizione volontaria o di un possibile suicidio, ritenendole però ben presto infondate. "Tale ipotesi è destituita di fondamento indiziario - scrive infatti il gip - gli elementi indiziari raccolti escludono la possibilità che la Patriti sia scomparsa volontariamente. Pertanto l'ipotesi della ricostruzione della scomparsa di Patriti Marina come omicidio, preceduto dal sequestro di persona e seguito dalla soppressione del cadavere è l'unica ricostruzione della vicenda che risulti altamente plausibile...".

Dietro il giallo, un intreccio di relazioni

Ad incastrare Maria Teresa Crivellari e i suoi due complici sono le intercettazioni telefoniche e soprattutto i tabulati che rivelano la loro presenza nei dintorni della casa della vittima. "Dall'analisi dei tabulati del traffico telefonico della Crivellari - scrive il gip - è emerso come costei si trovasse in luoghi completamente diversi da quelli da lei indicati. la mattina del 18 febbraio la Crivellari risultava essere proprio nelle vicinanze dell'abitazione della Patriti. In quel medesimo contesto temporale poi si è accertato che la Crivellari ha avuto ripetuti contatti con le utenze cellulari in uso ai coindagati Pasqualino Calogero e Chiappetta Andrea, anch'essi presenti nelle vicinanze dell'abitazione della Patriti...".

Il giudice elenca poi i contatti telefonici tra i quella mattina di febbraio: "Delle ore 7,33 tra Pasqualino Calogero e il Chiappetta: entrambi si trovano in una zona coperta dalla cella telefonica di Alpignano. Delle ore 8,57, 9,15 e 9,26 tra la Crivellari e Pasqualino Calogero (orari questi a cavallo della sparizione della Patriti). Si tratta di contatti brevissimi ed entrambi i conversanti agganciano, nel corso delle loro conversazioni, la stessa cella, sita a Sangano. Le modalità e caratteristiche di tali contatti accreditano il convincimento ragionevole che la Crivellari stesse effettuando un servizio di osservazione diretto a identificare la Patriti che, invece era sconosciuta al Chiappetta e al Pasqualino...".

Quindi quella mattina la Crivellari segue la vittima designata per indicarla ai complici. E i tabulati alle 12,43 registrano l'sms partito dal cellulare della Patriti. "Impegna la cella di Villardora - scrive il gip - che copre il paese di Sant'Ambrogio dove certamente la Crivellari si trova alle 11,43". I contatti tra i tre quindi fanno dire al giudice. Diversamente da quanto sostenuto dalla Crivellari che aveva dichiarato di conoscere il Chiappetta ma solo per ragioni di lavoro e di non conoscere il Pasqualino, costei ben conosceva i due con i quali proprio il giorno della scomparsa della Patriti ha avuto numerosissimi contatti...".

Infine il movente. Corroba il quadro indiziario - sottolinea il giudice - il movente di tale spedizione criminale che può individuarsi nella morbosa relazioni in atto tra la Crivellari e il marito della Patriti che era vista dalla prima come un impedimento alla prosecuzione della relazione... d'altra parte la possibilità che la Crivellari si sia indotta a eliminare fisicamente la sua "rivale" è resa verosimile dal carattere spregiudicato manifestato dalla stessa indagata che, in passato, aveva tentato di far naufragare il rapporto tra la Patriti e il marito... In questa prospettiva è del tutto evidente che il Chioappetta eil Pasqualino non possono che essere gli strumenti utilizzati dalla Crivellari per raggiungere l'eliminazione della rivale....".
 

(06 novembre 2010)

[Fonte repubblica.it]

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