sabato 6 novembre 2010

NADIA SU FB: "VADO AVANTI". MADRE: "CERCA PUBBLICITÀ"

È boom su Facebook per Nadia Macrì. Nel pomeriggio, in poche decine di minuti, le amicizie di Nadia (le cui richieste erano in prevedenza bloccate) sono passate da meno di 70, com'erano fino alla tarda mattinata, a 500. «Grazie mille, senza di voi non so come farei!», ha scritto lei in un commento a uno dei post lasciati sul suo profilo. La Macrì ha anche creato una pagina dedicata a se stessa come personaggio pubblico, dove ha ribadito «Siete con me??», e poi ha scritto: «Smascheriamo l'ipocrisia del potere!». Molti gli apprezzamenti e i messaggi di solidarietà lasciati dalla gente in bacheca: da «Non mollare!» e «Mi consenta, davvero bella», a «Tieni duro», «Sotterralo quel nano» e «Vai avanti: combatti!». A una persona che le ha scritto «Continua così e non fermarti, hai appena scoperchiato il vaso di Pandora. Non fermarti, te ne prego», Nadia ha risposto «Promesso!!». Così come a un altro fan che le ha chiesto di «andare avanti per la tua strada e dire tutto quello che sai, per il bene del paese!!!» ha commentato «ma certo...». E c'è anche chi disapprova il suo comportamento, ma aggiunge: «Questa è la tua occasione per redimerti e spero tanto che tu faccia la cosa giusta fino in fondo e non sia solo un modo diverso per entrare nel luccicante mondo delle tv. Non deluderci!». Tra i nuovi amici compaiono i nomi anche di alcuni giornalisti.

"COMBATTERÒ FINO ALLA FINE"
«Non mi preoccupo di quello che mi succederà, io vado avanti, combatterò fino alla fine!»: Nadia Macrì, l'ex escort reggiana che ha riferito di aver avuto incontri intimi a pagamento con il premier Silvio Berlusconi, continua a centellinare il proprio pensiero su Facebook. Dopo aver annullato, d'intesa con i propri legali Domenico Noris Bucchi ed Enrico Della Capanna, la conferenza stampa programmata ieri pomeriggio in un albergo di Reggio Emilia («il divieto discende dalla secretazione degli atti di indagini», hanno poi spiegato gli avvocati), la giovane ha ripreso a 'postarè messaggi sulla sua pagina del social network. Gli amici calano un pò (63 nel primo pomeriggio, erano circa una settantina tre giorni fa), ma la bacheca è pubblica e quindi tutti possono liberamente conoscere il suo 'pensierò. Così Nadia ribadisce ancora quanto aveva scritto ieri, utilizzando l'immagine di gatto Silvestro: «Dirò sempre ciò che sento... e farò sempre ciò che penso...», accompagnata da un secco commento: «Decisa!». E ancora: «L'onestà e la verità devono trionfare», «Non mi farò intimidire dall' ipocrisia», «I cattivi non vinceranno con i buoni». «Chi approfitta di chi ha bisogno è più sporco di uno spazzacamino», scrive ancora su Fb. «Smascheriamo l'ipocrisia del potere!». Poi, un appello-confidenza: «Voi tutti amici giovani siete la mia condivisione spirituale e umana». È stata invece vana per giornalisti e fotografi, la scorsa notte, l'attesa di Nadia Macrì al circolo Panther di Cittanova di Modena. Si pensava che la giovane potesse recarsi nel locale - che proprio ieri sera apriva i battenti - per lavorare come ballerina, ma ha preferito non comparire. I gestori del Panther avevano anche preparato la sua tessera, necessaria per frequentare il circolo. Ma forse proprio per evitare la stampa non ha raggiunto Modena, dopo essere stata peraltro vista lasciare la propria abitazione a Reggio nella prima serata.

MADRE: CERCA SOLO PUBBLICITA' Berlusconi non lo nomina mai. Preferisce invece parlare della figlia, di quella Nadia che ha messo in subbuglio il mondo della politica con le accuse rivolte al premier su presunte notti di sesso a pagamento. «Ho solo la convinzione - dice - che mia figlia stia facendo tutto questo per farsi pubblicità». A dirlo all'ANSA è Maria Luigia Peluso, 51 anni, nella casa di Torre del Greco (Napoli) dove è tornata a vivere dopo aver girato un pò l'Italia. Dalla cittadina vesuviana e dalla Campania era andata via quasi 30 anni fa per trasferirsi a Reggio Emilia: «Lì, 27 anni fa, è nata Nadia». Poi il ritorno nella sua regione, a Poggiomarino, sempre in provincia di Napoli, nel 1996, il matrimonio finito e la decisione da qualche mese di riabbracciare alcuni parenti e trasferirsi in una traversa di via Nazionale. Ed è qui che ha risposto alle domande su una delle vicende che da alcuni giorni tiene banco. Jeans e un maglione, lontana anni luce dalle foto viste in giro della figlia. Eppure una certa somiglianza nel viso c'è: «Ma io sono più umile» tiene a precisare. I suoi due cani abbaiano, la donna prova a evitare le domande: «Preferisco non parlare. Non ho bisogno di pubblicità, io. Mia figlia, da quando ha lasciato casa, a 18 anni, non l'ho più capita. Ha fatto una serie di sbagli, di errori, rovinando la vita sua e dei suoi cari. A cominciare da quella del figlio, che adesso ha 5 anni». Ma più si parla e più lei si apre. Maria Luigia Peluso sembra una donna che vuole liberarsi di un peso. Ha letto e sentito delle accuse rivolte dalla figlia al presidente del Consiglio e dei festini a base di sesso a pagamento. E si è fatta una sua ragione: «Vero o non vero, credo che Nadia sia semplicemente alla ricerca di pubblicità, di notorietà. In fondo ha sempre avuto il pallino di entrare nel mondo dello spettacolo, della televisione in particolare. E so che avrebbe fatto di tutto pur di raggiungere questo traguardo. Per questo le notizie di questi giorni mi amareggiano ma non mi sorprendono». Nadia oggi ha 27 anni, un matrimonio alle spalle e la notorietà che cercava per essere una escort capace di arrivare a Silvio Berlusconi. Ma, nonostante sia andata via di casa a diciotto anni, i ponti con la madre non si sono mai rotti: «Ci sentiamo telefonicamente - afferma ancora Maria Luigia Peluso - e ci siamo sentite anche dopo le ultime notizie. L'ho chiamata io, ho voluto capire cosa ci fosse di vero. E ho ancora una volta compreso che Nadia sta prendendo tutto troppo alla leggera. Mi ha detto di non preoccuparmi. Ripeto, non ho capito quanto di vero ci sia, ma sono certa che comunque tutto nasce da un tentativo di farsi pubblicità». Eppure la ragazza qualche tempo fa sembrava decisa a mettersi alle spalle gli anni difficili, vissuti a fare la escort e a girare l'Italia. Aveva, infatti, mostrato propositi di tornare dalla madre e dai suoi parenti proprio a Torre del Greco: «Sembrava intenzionata - conclude la madre - a rifarsi una vita. Decisa a voltare pagina e dare un futuro diverso al figlio di 5 anni. C'eravamo date appuntamento per rivederci a breve. Poi queste voci hanno fatto nuovamente precipitare tutto. Per questo motivo l'ho chiamata, per comprendere se la cosa fosse partita da lei. Capendo che è ancora una ragazza che prende tutto troppo alla leggera».

EX MARITO: NON CERCA MAI IL FIGLIO «Nadia Macrì è una grande bugiarda, una donna irrequieta, insoddisfatta della vita, che cerca solo pubblicità». Lo dice all'ANSA l'ex marito, Tony Di Bella, 30 anni, dopo alcune interviste pubblicate da quotidiani. L'uomo vive in Sicilia, a Gela, la stessa città dove, con i nonni paterni che l'hanno avuto in adozione, abita il figlio di sei anni, nato dal matrimonio con la ragazza che sostiene di aver avuto rapporti sessuali con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Nel 2008, quando la vidi l'ultima volta in tribunale, seppi che stava tentando di entrare a far parte della casa del 'Grande Fratellò, ma non ci riuscì ed ora forse si sta vendicando - aggiunge - L'ho conosciuta nel 2000 a Parma, nella discoteca 'Dadaumpà dove lei faceva la cubista». «Io lavoravo come agente di commercio - prosegue - Facemmo amicizia e decidemmo di convivere a Reggio Emilia. Non mi piaceva il suo lavoro in discoteca. Così le aprii un bar con i soldi ricavati dalla vendita dell'appartamento che mio nonno mi aveva lasciato in eredità a Gela. Quell'esperienza però durò poco. Nel 2003, vendemmo il bar e acquistammo una profumeria. Mi indebitai fino al collo. Ma non fu una idea felice. Lei non era donna da stare in un negozio. Sette mesi dopo cessò l'attività. Rimase incinta e decidemmo di sposarci. Celebrammo le nozze il 14 febbraio del 2004. Il 16 maggio nacque nostro figlio che oggi, con ottimi risultati, frequenta la prima elementare e gioca a calcio, come attaccante, in una squadra giovanile di Gela. La madre non lo cerca nemmeno. Si è dimenticata completamente di lui e non si cura del danno che ancora oggi gli sta arrecando con il clamore delle sue uscite su giornali e tv». «A Gela - conclude - venne una decina di volte, sempre con riluttanza. Odiava questa città. Ci maltrattava anche fisicamente: sia me che il bambino. Una volta, nel 2005, la denunciai e la feci arrestare. Il bambino per due anni e mezzo fu dato in affidamento provvisorio a una famiglia di Reggio Emilia, poi ai miei genitori, definitivamente. Avviai la pratica di divorzio. Mi minacciò dicendomi che me l'avrebbe fatta pagare. Seppi che faceva la escort».

AVVOCATO: BRUNETTA MI CHIAMO' PER NADIA «Fu Brunetta chiamarmi per chiedermi se mi potevo interessare del caso di Nadia Macrì, dato che lei gli aveva detto che era già mia cliente». Lo ha riferito in un'intervista a l'edizione di Reggio Emilia del Resto del Carlino e al Giornale di Reggio l'avvocato Liborio Cataliotti, consigliere comunale a Reggio Emilia del Pdl, per sette anni coordinatore provinciale di Forza Italia. «Mi ricordo come fosse oggi», ha spiegato Cataliotti. «Mi ha chiamato almeno circa quattro anni fa. Io gli dissi: 'Sarà fatto il possibile. Dirò di moltiplicare tutti gli sforzì. Ci pensò mio padre (anche lui noto avvocato penalista, ndr) perchè la ragazza, che gli aveva detto che era tutelata dallo studio Cataliotti, era sua cliente. A Brunetta risposi che per motivi di privacy non potevo rivelare nulla del suo fascicolo, ma che, in ogni caso, poteva stare tranquillo sul nostro interessamento alla vicenda». Cataliotti ricorda che Brunetta gli spiegò di essere stato avvicinato da questa ragazza ad un convegno; la giovane donna gli aveva parlato di una pratica di affdiamento del figlio. Sulle dichiarazioni della Macrì, Cataliotti commenta: «Mi sembrano cose completamente incredibili. Lei riferisce fatti che, se fossero veri, sarebbero reati. Tipo nel caso di consumo di marjiuana. Deve sapere che la calunnia è un reato perseguibile anche d'ufficio. Non credo che il presidente del Consiglio possa avere a che fare con circostanze simili. Molti dei riferimenti che fa mi paiono poco credibili e poco verosimili. Questo vale anche per il coinvolgimento del sindaco di Parma, Pietro Vignali. Ma ripeto che non è credibile che un salutista possa avere a che fare con sostanze stupefacenti e che le abbia trasportate sul suo aereo. Io non credo a nulla di quanto ha detto la Macrì e mi auguro che ci sia un'indagine per calunnia nei suoi confronti, perchè è un atto dovuto».

DON VERZE': TORNIAMO A CURARE MALATI «Non è mio mestiere analizzare i pettegolezzi. La mia attività è porre in pratica quello che Cristo mi ha ordinato: 'insegnate, guarite gli infermi, mondate i lebbrosì». Con queste parole, Don Luigi Maria Verzè, rettore dell'università Vita-Salute San Raffaele, in una lettera al Corriere della Sera riporta l'attenzione sull'ospedale nel campo della sanità e della cura dei malati, lontano dalle notizie di cronaca relative all'inchiesta sui festini, in cui sarebbero coinvolte escort e assistenti parlamentari. «Il San Raffaele ora si applica a combattere la lebbra di oggi, ossia il tumore - scrive Don Verzè -. Devo dire che non è da oggi che il San Raffaele cura i cancerosi con risultati ottimi ma da oggi parte una battaglia potenziata di oltre 1.300 ricercatori, che si occupano di ricerca di base, traslazionale e clinica, da valenti medici e chirurghi che applicano le terapie più innovative e che già conta sulla nuova acquisizione di scienziati e clinici di fama mondiale».

EX SHOWGIRL: ERA FUORI DALLE RIGHE «Una un pò fuori dalle righe, strana e di umore altalenante. Un momento rideva, poi piangeva. Un giorno la sua compagna di stanza, una russa, uscì dalla camera in lacrime dicendo: 'Io con quella lì non ci sto. È fuori, ho paurà». A parlare di Nadia Macrì, l'ex escort che ha riferito di incontri sessuali con il premier Silvio Berlusconi, è un'altra reggiana, Elisa Alloro, 34 anni, ex showgirl e autrice del pamphlet 'Noi, le ragazze di Silviò, edito da Aliberti. In un'intervista al 'Resto del Carlinò la Alloro, già candidata Pdl a Reggio, poi naturalizzata milanese e mamma da due settimane, definisce la Macrì «non attendibile» e ricorda un episodio avvenuto durante le vacanze di Pasqua 2009 a Villa Certosa, dove oltre a lei - afferma - tra le ragazze presenti c' era anche Nadia Macrì. «Era sera, dopo cena ci stavamo concedendo una tisana digestiva tutte assieme, era il momento di tirare le somme della giornata. Il premier esordì: 'Ora vi racconto questa barzelletta...'. Aveva appena cominciato che Nadia lo interruppe: 'Ma sei vecchio, l'hai già raccontata mille volte...'. Lui, che detesta essere interrotto, rispose algido: 'Beh, magari qui c'è qualcuno che non l'ha sentita. Se non vuoi ascoltarla puoi anche andarè. E lei, per rimediare, non solo peggiorò la situazione ma lo interruppe nuovamente. Tant'è che il premier si ritrovò a incalzarla: 'Ma mi lasci almeno finire di raccontarla?'. Noi, sbigottite, le suggerimmo di ritirarsi in camera sua». Quindi non è stata cacciata da villa Certosa? «In realtà credo avesse già degli impegni precedenti, ma di certo il premier non fece nulla per trattenerla. L'ha lasciata elegantemente andare via. Per giunta, lui l'ha accolta in casa ma non la conosceva neppure. Lei si presentò alla sua residenza dicendo di essere stata mandata lì da Emilio Fede». Ed era vero? «Assolutamente no. Dopo che Nadia andò in camera, Berlusconi ci disse: 'La sua storia ha dell'incredibilè. E ce la raccontò. Lui stesso ne era quasi intimorito». Al portale www.reggio24ore.com Elisa Alloro, oltre ai ricordi di villa Certosa, ha aggiunto di escludere che a casa del premier potessero circolare stupefacenti: «Lui detesta la droga, è terrorizzato da tutte le cose pericolose che determinino un'alterazione dello stato di coscienza. Ha paura della velocità, nel giardino ci sono i mezzi da autoscontro per luna park, ma lui si preoccupa che nessuno si faccia male. Per capirci: Berlusconi è uno che va a tisane la sera. Non fuma nemmeno tabacco, è salutista. Se circolavano spinelli a Villa Certosa, a prescindere dalle abitudini del premier? Non posso sapere quel che accadesse nelle stanze private delle altre ragazze, ma non esistevano controlli sui bagagli. C'era fiducia, evidentemente, nelle persone che venivano ospitate». 


[Fonte leggo.it]

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