martedì 16 novembre 2010

Tursi e le donne che «odiano» le donne

«Se davvero vogliono mettere al centro il rispetto della donna senza fare solo chiacchiere vuote, o peggio, propaganda, avranno una seria possibilità - interviene la consigliera del Pdl - Il mio ordine del giorno è rivolto al vergognoso, intollerabile uso del corpo femminile che in troppe occasioni viene pubblicitariamente utilizzato in maniera ambigua e provocatoria. Purtroppo anche sui muri di Genova, spesso persino sugli spazi di proprietà comunale, si vedono immagini provocatorie ed offensive nei confronti della donna. E nessuno dice nulla. Per questo ho presentato questo atto con cui il Comune potrà prendere spunto dall’iniziativa trasversale del Comune di Reggio Emilia che, attraverso una modifica del regolamento comunale sulle affissioni, opererà rimuovendo la pubblicità là dove la stessa risulti lesiva della dignità della persona». 

Donne contro donne. Per parlare di donne. Oggi in consiglio comunale a Genova potrebbe andare in scena un duro scontro sul tema della dignità femminile. E ad accusare le signore in rosso, ovviamente in senso strettamente politico, che fanno capo alla sindachessa Marta Vincenzi, ci sono altre signore, in azzurro con sfumature di arancione. Lilli Lauro, biasottiana di ferro, guida il Pdl verso la bocciatura di una mozione presentata dalla maggioranza che, con la scusa della tutela della donna, presenta il solito contenitore pieno solo di parole. Dalle figure femminili dell’immancabile (specie quando scarseggiano gli argomenti) resistenza fino alle più recenti speculazioni politiche antiberlusconiane c’è proprio di tutto nella mozione del centrosinistra. Alla quale si contrapporrà un documento presentato da Lilli Lauro.

«Se davvero vogliono mettere al centro il rispetto della donna senza fare solo chiacchiere vuote, o peggio, propaganda, avranno una seria possibilità - interviene la consigliera del Pdl - Il mio ordine del giorno è rivolto al vergognoso, intollerabile uso del corpo femminile che in troppe occasioni viene pubblicitariamente utilizzato in maniera ambigua e provocatoria. Purtroppo anche sui muri di Genova, spesso persino sugli spazi di proprietà comunale, si vedono immagini provocatorie ed offensive nei confronti della donna. E nessuno dice nulla. Per questo ho presentato questo atto con cui il Comune potrà prendere spunto dall’iniziativa trasversale del Comune di Reggio Emilia che, attraverso una modifica del regolamento comunale sulle affissioni, opererà rimuovendo la pubblicità là dove la stessa risulti lesiva della dignità della persona».  

[Fonte ilgiornale.it] 

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