mercoledì 1 dicembre 2010

Affidamento condiviso dei figli: a Radio Radicale va in onda la concretezza. Bene Antinoro. Paniz ha sostenuto che occorre un intervento forte.

Paniz non ha avuto difficoltà a riconoscere che i giudici stanno sbagliando, e che ci vorrebbe un "intervento forte" per imprimere ai magistrati direttive idonee ad una interpretazione migliore della legge.  

Ieri sera, a Radio Radicale, chi era in ascolto ha potuto seguire un dibattito interessante tra Tiberio Timperi, Antonello Antinoro e Maurizio Paniz. Da quest'ultimo, in particolare (è il "padre politico" della L. 54/2006) ci si aspettavano maggiori resistenze alle ipotesi di modifica della normativa, e così è stato. Ma almeno - è questa la sostanziale novità - Paniz non ha avuto difficoltà a riconoscere che i giudici stanno sbagliando, e che ci vorrebbe un "intervento forte" per imprimere ai magistrati direttive idonee ad una interpretazione migliore della legge.

Tiberio Timperi, che continua a dimostrare un impegno autentico per la causa della Bigenitorialità - è bene precisare che il noto giornalista non percepisce alcun compenso per questo - ha accompagnato l'ottima conduzione di Alessandro Gerardi e Diego Sabatinelli (Lega Divorzio Breve) e ha il merito di aver fatto conoscere un Paniz più possibilista sul "fare", rispetto ad un passato atteggiamento dell"attendere".

Attendere che la cultura cambi, che i magistrati cambino prassi, non è opportuno. Non c'è più tempo, ormai, e dopo cinque anni di vigenza della "legge che non c'è" bisogna far qualcosa. Su questo, l'accordo è stato unanime.

Da Bruxelles è intervenuto, in collegamento telefonico, l'eurodeputato Antinoro, il quale non le ha mandate a dire. "Nel corso di quest’i anni si è aggirata la legge 54. Nei fatti, nel quotidiano, nel vivere pratico delle vicende di separazione essa non si realizza, non trova applicazione alcuna".

Secondo Paniz, "la normativa ha inciso sulla cultura del popolo italiano, ma per quanto riguarda la sua applicazione, essa avviene a macchia di leopardo. In pratica, dipende dal tribunale. Non ci vuole una legge nuova, ma si tratta di pretendere che i giudici applichino quella esistente in conformità con lo spirito che il legislatore ha voluto dare. Se i principi vengono applicati, infatti, non è necessario intervenire sul piano normativo, ma su quello applicativo".

Timperi chiede: "ma allora, cosa si può fare ? Nelle sue intenzioni c’era l’intenzione del collocamento prevalente ? Oppure questo è stato scritto con l’inchiostro simpatico, e non se n'è accorto nessuno ?" E Paniz: "bisogna che il CSM e l’ANM intervengano per far applicare i principi della legge. Non c’è possibilità di arrivare ad una normativa più cogente. E poi la legge non può dire che i figli devono stare il 50% con ciascuno, non sarebbe nell’interesse del minore. L’interpretazione classica dei giudici non è corretta, e molti giudici esasperano fortemente questo concetto creando disagi ai genitori. Ci sarebbe l’organo di controllo dei giudici che potrebbe intervenire. Ci sono molte situazioni distorte che non rispondono al dettato del legislatore...".

Insomma, l'on. Paniz è un pò in bilico tra ciò che vede ogni giorno in tribunale (è avvocato) e i suoi doveri di uomo politico. Rispetto alle posizioni di appena un anno fa, il suo è un avvicinamento lento, che trova il suo limite naturale nella professione che svolge: difficile che un avvocato si metta contro i giudici, ma tant'è.

Sui rimedi interviene Antinoro. "Parliamoci chiaro", afferma subito, "le stratificazioni della giurisprudenza sono tali che oggi potrebbe essere difficile far modificare la cultura, ma la mediazione familiare può fare molto, ed intervenire costituendo un vero supporto per il giudice. Io ho rispetto per loro, ma dubito che i magistrati abbiano la sensibilità e la giusta formazione in materia psicologica per poter fare da soli. Qualche aggiustamento alla legge ci vuole".

Timperi aggiunge: "mediatori a parte, qui è necessario discutere sulle leggi: se entra in vigore una nuova regola del codice della strada, dalla mezzanotte del giorno dopo io posso essere sanzionato. La L. 54 è entrata in vigore 5 anni fa, ed ancora non viene applicata".

A questo punto, solleticato da Sabatinelli, Paniz rimembra i momenti che hanno preceduto l'entrata in vigore della L. 54, precisando che "...sulla mediazione ho dovuto stralciarla perché c’erano due ostacoli: il primo era costituito dal fatto che ancora oggi non c’è una norma che codifica la mediazione come professione, e il secondo riguardava il problema dei costi ulteriori e maggiormente onerosi per i genitori. I parlamentari erano quasi tutti contrari alla mediazione, per cui ho dovuto sacrificarla. La 54 può essere migliorata, ma bisogna vedere se il percorso dell’attuale ddl potrà arrivare fino in fondo".

Il dibattito si è chiuso parlando di responsabilità degli avvocati "guerrafondai" e dei magistrati. "Questa giustizia sbrigativa sulle separazioni", ha aggiunto Paniz, "produce un disagio grave ai genitori. Raramente i giudici vengono sanzionati".

[Fonte adiantum.it]

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