martedì 18 gennaio 2011

Avvocato infallibile vinceva tutte le cause: le sentenze erano false

C’era un avvocato, a Roma, che vinceva tutte le cause che voleva. O almeno così credevano i suoi clienti, salvo poi accorgersi che le sentenze, le ordinanze e i documenti che davano loro ragione erano inventati. Falsi, in altre parole. 

L’avvocato se li scriveva da solo, se li timbrava e se li firmava. Poi si faceva pagare la parcella, salutava e se ne andava. L’unica sentenza che non potrà falsificare, adesso, è la sua. Perché si ritrova alla sbarra, per l’ultimo suo processo ”inventato”.

Ha fatto credere ad un architetto di Cuneo di aver vinto la causa sulla proprietà di un terreno a Soriano del Cimino, sul quale il professionista piemontese aveva intenzione di costruire un’abitazione. Era un affare da 550mila euro, e l’avvocato, Pierfrancesco B. gli consegnò un documento del Tribunale di Viterbo con il quale l’architetto veniva riconosciuto titolare della proprietà del fondo. L’uomo si insospettì subito, anche perché nessuno sembrava essere al corrente che quel terreno fosse diventato suo, anche negli uffici del comune interessato. Allora decise di parlarne con un altro avvocato, Giosuè Bruno Naso, che è il legale che tuttora lo assiste come parte civile nel processo in cui è imputato Pierfrancesco B.

L’architetto mostrò al nuovo avvocato la comunicazione di deposito della sentenza civile che avrebbe dovuto dimostrare la cessione in suo favore di quella proprietà, a Soriano del Cimino: era un documento emesso dal tribunale di Viterbo il 4 novembre del 2005 che non convinse Bruno Naso: in testa al documento c’era scritto “Tribunale di Viterbo 13esima sezione civile”; e gli parve strano che un tribunale piccolo come quello di Viterbo potesse avere ben 13 sezioni civili.

Dai seguenti accertamenti venne fuori che la documentazione dell’intera causa era falsa. Non solo non era stata emessa la sentenza, ma quel processo non era nemmeno mai esistito. L’avvocato Pierfrancesco B. è stato denunciato e, successivamente, costretto a lasciare la professione. E ora spetterà al tribunale di Roma scrivere l’epilogo di questa storia. La sentenza è attesa per il mese di febbraio.

Fonte: ilmessaggero.it

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