mercoledì 12 gennaio 2011

La guerra lampo di Marinella Colombo sembra sul punto di terminare. E se lo avesse fatto un uomo?

Qualche tempo fa avevamo paragonato il comportamento della signora Marinella Colombo alla tattica della "guerra lampo" sperimentata dagli alti comandi tedeschi nella prima e nella seconda guerra mondiale. 

Ebbene, esattamente come accadde alla Germania dopo il fallimento della "guerra lampo", anche la signora Colombo ha dovuto accettare di sedersi al tavolo di un difficile armistizio. E' del 12 gennaio 2011 la notizia secondo cui le parti di questa controversia internazionale, che ha sconvolto la vita di due bambini italo-tedeschi, starebbero valutando una conciliazione davanti al giudice di Milano che lo ha loro proposto.

Rimanendo al paragone storico, è utile ricordare che, secondo gli storici, il più grande errore commesso dagli alleati al termine della prima guerra mondiale fu quello di imporre ai tedeschi una pace ingiusta e punitiva, con un trattato che fu la causa principale della seconda guerra mondiale. Non spetta certo a noi stabilire quale dovrebbe essere un accordo equo e giusto tra Tobias Ritter (il padre tedesco) e Marinella Colombo (la madre italiana). Però possiamo cercare di descrivere le condizioni di contorno del difficile negoziato usando le fonti di stampa che si sono occupate della vicenda.

La prima cosa da evidenziare è che priorità assoluta per il futuro "trattato Ritter-Colombo" dovrebbe essere l'interesse dei minori. E' incredibile che nell'Europa di oggi sia stato possibile costringere due bambini alla clandestinità come se l'alternantiva a questa fuga insensata fosse stata Dachau o Auschwitz., con l'incoraggiamento entusiastico di tutti i mass media italiani. 

Perciò è fondamentale che i due bambini che vivono in clandestinità tornino a fare una vita normale, e quindi a riprendere la frequenza scolastica. Ma proprio qui troviamo il primo dilemma che si pone ai negoziatori: a scuola, ma dove ? Si tratta di due bambini bilingue che hanno interrotto il loro percorso scolastico in Germania per riprenderlo in Italia e poi nuovamente interromperlo. La madre sostiene di averli privatamente preparati per superare gli esami di ammissione per le corrispondenti scuole italiane.

E' verosimile che sia così. Da questo dettaglio emerge il calcolo con cui la signora ha effettuato le proprie scelte, ponendo per l'ennesima volta le premesse per una soluzione basata sul principio del fatto compiuto. Infatti per i due bambini aver smesso di praticare la lingua tedesca per un periodo così lungo potrebbe aver pregiudicato la loro possibilità di ammissione alle classi corrispondenti alla loro età nelle scuole della Baviera, notoriamente tra le più severe della Germania. Quindi l'interesse dei minori a non vedere pesantemente pregiudicato il loro futuro scolastico con un ritardo di tre anni sulla tabella di marcia, potrebbe portare i negoziatori a ritenere che la collocazione migliore per il loro rientro nella vita normale sia una scuola italiana di Milano.

Ma oltre al problema scolastico dei bambini bisogna fare i conti anche con le pendenze penali della signora. E' possibile che tutto quanto possa risolversi solo con il ritiro di una querela ? Noi temiamo di no. In un recente talk-show televisivo l'avvocato Gassani, pur solidarizzando con la signora, ha affermato che tecnicamente ci sono poche possibilità di evitare la condanna penale tedesca ed ha quindi auspicato una non bene precisata "soluzione politica". Ma che succederebbe se la signora dovesse affrontare un periodo di detenzione, magari breve, nelle prigioni tedesche ? I bambini rimarrebbero affidati ad estranei con il padre trattato come un terzo incomodo ?

Come si vede si tratta di un negoziato difficile, che speriamo si risolva per il meglio, con una soluzione che salvi la legalità e la giustizia, ma che metta al primo posto l'interesse dei minori.

Resta da fare una amara constatazione. Immaginiamo che al posto di una signora della buona società milanese ci fosse stato un padre che di fronte all'incapacità del sistema giudiziario di dare esecuzione alle norme di legge sull'affido condiviso avesse optato per la "guerra-lampo", impadronendosi dei figli e tenendoli nascosti. Secondo voi che sarebbe accaduto ? Sarebbe stato ospite dei talk show televisivi come la signora Colombo? E' lecito pensare che carabinieri e corpi speciali avrebbero presto scoperto il covo del "rapitore" e lo avrebbero catturato. I bambini sarebbero stati affidati alla madre e il padre sarebbe finito in carcere, con il corredo obbligato di un linciaggio mediatico. E' triste constatare come ancora oggi ci siano queste assimettrie basate sul genere. Assimettrie che ormai sono percepite da molti con lo stesso sentimento di ingiustizia e umiliazione che accompagnò gli ingiusti trattati di pace di cui parlavamo all'inizio.

Fonte: adiantum.it

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