martedì 4 gennaio 2011

TEMPO DI DENUNCIARE. Ecco un modello di diffida contro lo Stato, preliminare alla Corte UE

Chi in questi anni ha battuto i meandri della malagiustizia familiare, conoscendo tutti gli attori di un film tragico che quotidianamente lì si svolge, ha visto di tutto: memorie non lette, dinieghi di giustizia, rinvii senza tempo, errori grossolani e incompetenza dilagante. E poi arroganza, fastidio mostrato e superficialità, cinismo e tanta, tanta fretta di chiudere la giornata.

Ce n'è abbastanza per risollevare la testa, e cominciare a denunciare chi lavora male, dall'alto di una impunità garantita. E in attesa di poter contribuire a far cambiare le cose, la via della denuncia appare quella più efficace, se fatta in un discreto numero. Pertanto, dando seguito all'impegno che ADIANTUM ha preso per il 2011, ecco un modello di diffida, propedeutico al ricorso presso la Corte di Giustizia Europea che cureremo subito dopo il deposito della Class Action al TAR.
Questo modello è patrimonio di tutti. Fatene buon uso.
 
ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
in persona del legale rappresentante pro tempore
Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370 00187 Roma                                  
 
AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
in persona del legale rappresentante pro tempore 
via Arenula 70 - 00186 Roma                                                               
 
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA  
Palazzo del Quirinale – 00187 Roma
 
AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
Piazza Indipendenza, 6 00185 Roma
 
e per conoscenza:
 
ALLA PROCURA GENERALE PRESSO LA CORTE DI CASSAZIONE
Piazza  Cavour, Palazzo di Giustizia - 00193 ROMA RM
 
OGGETTO: Richiesta di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali causati da plurime violazioni di legge, omissioni nel compimento di atti dovuti per ragioni di giustizia ordinaria commesse da magistrati ordinari, con diffida – messa in mora e contestuale interruzione della decorrenza dei termini della prescrizione di ogni diritto al risarcimento.
 
Lo/la scrivente Sig./Sig.ra....................., nato/a a.....................Prov................il ....................., residente in .................. Via................., reperibile al n. di tel.........................., e-mail.............................., soltanto domiciliato per ogni comunicazione e/o notificazione inerente il presente procedimento in......................, Via ................................n. ....., C.A.P..............., presso lo Studio Legale..........................................,
 
DENUNCIA alle S.V. Illustrissime di essere da anni vittima di radicali ed ostinati dinieghi di giustizia, abusi ed omissioni nel compimento di atti dovuti per ragioni di giustizia,violazioni della legge sostanziale, mancata verifica dei fatti e delle condizioni da cui origina processualmente il mio coinvolgimento e omissioni di pronunzia su specifiche istanze di parte, commesse dal/dai magistrato/i Dr./Dr.ssa..............................del tribunale di............................ . 
I provvedimenti resi da codesto magistrato si caratterizzano tutti: 
  1. per l’uso di affermazioni palesemente viziate da errori di diritto e violazioni gravi e ripetute della L. n. 54 del 28 Febbraio 2006, dal momento che reiteratamente e pervicacemente non veniva applicata la normativa e la giurisprudenza pertinenti ai fatti e ai diritti da tutelare;
  2. per il contenuto di tali provvedimenti giudiziari, che è palesemente non correlato - e a tratti persino avulso dal contesto - rispetto alle argomentazioni svolte nelle memorie difensive esplicative;
  3. per il rigetto, senza l’adozione di motivazioni supportate da concreti elementi di fatto e di diritto, delle continue memorie difensive ed opposizioni specificamente mirate alla fedele e documentata rappresentazione dei fatti;
  4. per essere l’elemento sintomatico di una “negligenza grave” o di un “dolo intenzionale”;
  5. per essere le stesse violazioni caratterizzate anche dalla sussistenza degli altri elementi sintomatici del dolo intenzionale, quali la “preparazione professionale” dell’agente del reato (nella fattispecie, assolutamente incontestabile, chi può ritenersi in astratto più professionalmente preparato in diritto di un magistrato ?); e la “evidenza della violazione di legge sostanziale”, che, insieme al primo elemento sopradetto dimostrerebbe la sussistenza di una vera e propria attività valutativa discrezionale effettuata, come insegna la copiosa e costante giurisprudenza penale della Corte di Cassazione, con  “dolo”.
In considerazione dell’oggettiva e notevole complessità dei vari procedimenti oggetto dell’odierna circostanziata denunzia, ed al fine di rendere in maniera compiuta e dettagliata tutto il quadro processuale, i menzionati atti sono tutti quanti riprodotti, in allegato alla presente denuncia.
La copiosa documentazione procedimentale prodotta dallo scrivente dimostra, se letta con serenità e senza alcun pregiudizio ideologico: 
  1. i pluriennali dinieghi di giustizia subiti dalla giurisdizione ordinaria;
  2. l’attività discrezionale valutativa del magistrato inficiata da grossolane ed inescusabili violazioni di legge ovvero da omissioni di valutazione di fatti od omesse applicazioni di norme di diritto relative alla vicenda personale;
 
TANTO CIO’ PREMESSO, DIFFIDA E METTE IN MORA
 
Codesta Presidenza del Consiglio dei Ministri, Codesto Ministero di Giustizia e Codesto Consiglio Superiore della Magistratura, nonché ogni altro eventuale coobbligato in solido anche ai sensi e per gli effetti tutti previsti dall’art.1310 comma 1^ del Codice Civile, a voler provvedere alla rimozione e all’allontanamento dalla Magistratura del giudice Dr./Dr.ssa........................, o in subordine alla apertura di un procedimento disciplinare a suo carico, affinchè vengano irrogate eque sanzioni; 
CHIEDE
 
La somma di 1.000.000,00 € (unmilionedieuro) a titolo di risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali, più interessi legali e rivalutazione monetaria, decorrenti dalla data di avvenuto decorso del termine ora detto fino all’integrale soddisfo; in ogni caso;
 
SI RISERVA
 
di adire ogni competente Autorità Giudiziaria Europea, al fine di: 
  1. fare previamente dichiarare l’illegittimità della legge 117/1988 in tema di responsabilità civile dei magistrati, per contrasto con il diritto comunitario nei sensi e nei termini così come sanciti dalla Sentenza 13 giugno 2006 della Corte di Giustizia del Lussemburgo (causa Traghetti del Mediterraneo contro Repubblica Italiana) e, per l’effetto, far disporre la disapplicazione della legge 117/1988 e l’applicazione, al caso di specie, della generale normativa civilistica in tema di responsabilità extracontrattuale derivante da fatto illecito, ai sensi degli articoli 2043 e seguenti del Codice Civile;
  2. fare accertare e dichiarare l’illegittimità e l’illiceità di tutte le condotte commissive ed omissive compiute dal magistrato Dr./Dr.ssa.........................così come evidenti in tutta la documentazione sopra elencata, la quale è da ritenersi mezzo tecnico di prova;
  3. fare condannare lo Stato Italiano e Codesti Enti intimati – anche in solido con tutti gli eventuali corresponsabili da individuarsi eventualmente anche nelle singole persone fisiche del/dei magistrato/i effettivi autori delle condotte predette - all’integrale risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali causati dalle condotte commissive ed omissive compiute.
 
INTERRUZIONE DEL DECORSO DEL TERMINE DELLA PRESCRIZIONE
Tutte le sopra riportate richieste risarcitorie devono ritenersi interruttivedel decorso dei termini di prescrizione di ogni responsabilità civile sia delle resistenti Pubbliche Amministrazioni, siadei singoli soggetti autori degli atti e provvedimenti impugnati coobbligati in solido per l’eventuale accertanda responsabilità extracontrattuale, ai sensi e per gli effetti tutti degli articoli 1219, 1292, 1310 comma 1^, 2943 comma 1^ 2^ 3^, 2945 commi 1^ e 2^, 2946 e 2947 commi 1^ e 3^ del Codice Civile, in relazione alle responsabilità solidali tutte quante previste dall’ articolo 28 della Costituzione, nonché dagli articoli 1218, 1228, 1292, 2043, 2049, 2055 del Codice Civile.
Il presente atto si compone di numero.....facciate dattiloscritte, sottoscritte in originale dall’odierno istante e siglate in ognuna di esse, e dei seguenti allegati:
...........................................................
...........................................................
...........................................................
Ai fini dell’autentica della sotto riportata sottoscrizione autografa, allega, anche ai sensi e per gli effetti degli articoli 38 e seguenti del D.P.R. 445/2000, copia fotostatica sottoscritta in originale del proprio documento di riconoscimento PAT/Doc. id. n......................................., rilasciata in data .......................... da........................., città............................. ed in corso di validità.
 
Con osservanza,

Fonte: adiantum.it

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