sabato 12 febbraio 2011

Caso Schepp: nelle separazioni è l'uomo la parte più esposta. La depressione è una risposta frequente in questi casi. (Video)




"Dalla separazione da Irina Lucidi, nell'agosto scorso, l'uomo abitava in una casa diversa da quella della moglie e della bambine ma nella stessa cittadina, Saint-Sulpice, a poca distanza da Losanna, capoluogo del Vaud".

Così scrive TGCOM (http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo502773.shtml) a proposito della situazione familiare precedente la scomparsa di papa' e figliolette.

E lo scenario è sempre il solito, quello che si dice crei dolore tremendo ovunque si componga, e per lenire il quale nessuno ritiene di dover far niente. Sarò impopolare nell'evidenziare questo elemento, ma non posso fare a meno di rilevare che da agosto scorso l'uomo viveva solo, costretto a trovare in sé le energie per far fronte all'abbandono della moglie ma anche alla privazione - ritualmente imposta in molti "civili" paesi occidentali - della quotidianità con le figlie.

Non so come sia praticamente realizzabile, ma considerato che si è capaci di dissipare patrimoni immensi per curare il più piccolo fastidio (anche solamente estetico) non comprendo le ragioni importanti per cui una coppia che si separi viene sempre lasciata a se stessa. Poi succeda quel che deve succedere.

Non so se in questo caso un aiuto a gestire la separazione e a superare la crisi da essa derivante sarebbe stato sufficiente a scongiurare il gesto suicida dell'uomo, ma sono convinto che se abitualmente si adottasse un  supporto al mantenimento di equilibri relazionali importanti quali quello genitoriale,  in questo modo si aiuterebbero molte persone a "umanizzare" un evento tra i più difficili e dolorosi della loro vita.

Si lasciano, invece, i figli con le madri e si abbandonano i padri alla loro nuova condizione di solitudine. Si concede un diritto di visita che non potra' mai rimpiazzare una frequentazione fatta di tutto ciò di cui si è improvvisamente privati e  che contraddistinque la quotidianità familiare.
Molti riescono a sopravvivere a tutto ciò. Altri, invece, non ce la fanno.

Insomma... possibile che non si voglia uscire da questo cliché che discrimina i genitori separati lasciandone uno, quasi sempre il padre, nella piu' disperata solitudine?

Chi vuole questo?


1 commento:

  1. Un giorno gli Uomini vinceranno quell'orgoglio silenzioso che li trattiene, quel blocco psicologico che gli impedisce di parlarsi e sostenersi a vicenda, e si organizzeranno per i loro diritti! Quando lo faranno, le eccellenti qualità individuali si moltiplicheranno all'ennesima potenza E ALLORA VEDRETE!

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