lunedì 14 febbraio 2011

Rita Bernardini: ecco perchè non aderisco alla manifestazione del 13/2

Era in piazza negli Anni '70 quando i radicali lottavano per depenalizzare l'aborto e difendere la legge sul divorzio. I cartelli inneggianti alla libertà e alla dignità della donna li ha innalzati e letti a gran voce. E ora che tutte le donne riscendono in piazza, lei dice no. «Se non ora quando?», si chiedono le organizzatrici della manifestazione del 13 febbraio 2011. «Sempre», ha risposto Rita Bernardini, già segretaria dei Radicali italiani, attualmente deputata della delegazione radicale nel Partito democratico.

IPOCRISIA POLITICA. «Non mi rispecchio in quel manifesto intriso di richiami alla dignità della donna come se fosse stata violata solo in questo periodo. I problemi della donna non sono quelli si stanno raccontando in questi giorni, ha spiegato la deputata, che trema davanti a «un'abilità politica di chi ha organizzato questo evento e si presenta con il volto di chi vuole purificare tutto al grido "più dignità per le donne"».

Un'ipocrisia che secondo Bernardini cela un unico obiettivo: «Far cadere il governo». In piazza si deve ancora scendere e non per il sexgate, ma «per il miglioramento della legge sull'aborto, per il divorzio breve, per la fecondazione medicalmente assistita, per la riforma del diritto di famiglia che comprenda anche le coppie di fatto. E invece queste cose spariscono davanti alla morale».

Fonte: lettera43.it

1 commento:

  1. A quando un divorzio breve ed EQUO??? Altro che dignità! Ci vorrebbe la parità VERA, quella che mettesse le donne nella stessa condizione dei loro ex-mariti: tasche vuote e culo per terra!!! Scommettiamo che così le ex-mogli si darebbero da fare invece di rimanere disoccupate per scelta di convenienza???

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