mercoledì 9 marzo 2011

GIUSTIZIA, BOZZA ALFANO AL COLLE: TOGHE RESPONSABILI

ROMA - Domani il Consiglio dei Ministri esaminerà la riforma costituzionale della Giustizia e le anticipazioni su testo fanno già scoppiare le polemiche. L'ultima bozza di riforma della giustizia, in 16 articoli, che il Guardasigilli Angelino Alfano ha illustrato al Quirinale prevede: «I magistrati sono direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione dei diritti, al pari degli altri funzionari e dipendenti dello Stato». Questo significa che le toghe potranno essere chiamate a rispondere di tasca propria dal cittadino che potrà citare direttamente loro in giudizio e non lo Stato come è ora. Nella bozza, di cui l'Ansa è in grado di anticipare i contenuti, si prevede anche, come aggiunta all'articolo 113 della Costituzione (diventa il 113 bis), che «nei casi di ingiusta detenzione o di altra indebita limitazione della libertà personale, la legge regola la responsabilità civile dei magistrati» la quale «si estende allo Stato». 

INCONTRO ALFANO-NAPOLITANO «Bene, è andata bene». Il ministro della Giustizia Angelino Alfano risponde così ai cronisti a Montecitorio che gli chiedono un commento sull'esito dell'incontro con il presidente della Repubblica al Quirinale nel corso del quale il Guardasigilli ha illustrato al Capo dello Stato la bozza della riforma della giustizia.

AZIONE PENALE SECONDO CRITERI LEGGE «L'ufficio del Pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale secondo i criteri stabiliti dalla legge». È quanto prevede l'ultima versione della bozza della riforma della giustizia messa a punto dal Guardasigilli Angelino Alfano in vista del Cdm di domani. Se ad oggi l'articolo 112 della Costituzione prevede che «Il Pm ha l'obbligo di esercitare l'azione penale», nella penultima bozza la formulazione era «secondo le modalità stabilite dalla legge». Ora, invece, la versione sottoposta al Quirinale parla di «criterì. Comunque un'azione penale limitata rispetto a quella che oggi può esercitare il Pm.

DUE CSM PRESIEDUTI DA CAPO DELLO STATO I Csm diventano due: uno per i giudici e uno per i Pm. Entrambi presieduti dal Capo dello Stato. È questa la novità introdotta nell'ultima versione della bozza della riforma della giustizia che oggi il Guardasigilli Angelino Alfano è andato ad illustrare al Quirinale. Cade dunque l'ipotesi che a capo del Csm dei magistrati requirenti vada il Procuratore generale della Cassazione eletto dal Parlamento in seduta comune su indicazione del Csm. Parte quest'ultima eliminata nelle ultime ore.

BERSANI: INACCETTABILE  Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani commenta che «Le anticipazioni sulla riforma della giustizia contengono elementi inaccettabili. C'è un elemento di manovra per dare copertura sul piano politico generale e costituzionale al bricolage domestico dell'aggiustamento delle leggi ad personam, e continuare a non parlare dei problemi seri della giustizia». E aggiunge: «Vedremo le carte, ma le premesse non sono buone. È un treno senza stazione».

TOGATI CSM CONTRO ALFANO Inascoltati sulle riforme che servono alla giustizia, rimaste soltanto degli annunci, e nemmeno interpellati su quelle già approvate o che il Consiglio dei ministri si accinge a varare. Alla vigilia di quella che Silvio Berlusconi ha definito la riforma epocale della giustizia, i consiglieri togati del Csm hanno espresso tutto il loro disappunto per l'atteggiamento del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e del Parlamento, e hanno chiesto con forza che sia riconosciuto a Palazzo dei Marescialli il suo ruolo di interlocutore, rendendo effettiva la leale collaborazione tra istituzioni. Un'esigenza di cui si farà carico il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, che ha garantito che solleciterà il dialogo con il Guardasigilli sui «temi rilevanti» della giustizia. A sollevare il problema è stato, anche a nome del suo gruppo, il togato di Unità per la Costituzione Riccardo Fuzio, che ha espresso tutto il suo «dispiacere istituzionale» per il fatto che la collaborazione con il ministro sia rimasta lettera morta e che i suggerimenti dei consiglieri siano stati «del tutto inascoltati». «Nessun intervento utile sui pensionamenti, nessuna iniziativa sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, nessun intervento sulla possibilità di eliminare il divieto di assegnazione di funzioni monocratiche ai magistrati di prima nomina», ha lamentato il consigliere, che ha anche protestato per il fatto che il ministro non abbia nemmeno ancora chiesto il parere del Csm sul progetto di smaltimento dell'arretrato approvato un mese fa dal consiglio dei ministri. Le critiche non hanno risparmiato nemmeno il parlamento che «ha scavalcato il Csm», visto che «attraverso le commissioni giustizia si è posto direttamente in contatto con i Capi di Corte». E sulle riforme che si annunciano imminenti sulla giustizia la speranza è che «si voglia ascoltare la voce della magistratura attraverso i canali istituzionali a ciò preposti e creati». «Va riconosciuto al Csm il suo ruolo e va resa effettiva la leale collaborazione con le istituzioni», ha convenuto Antonio Racanelli, di Magistratura indipendente, che ha lamentato come a tre mesi di distanza sia rimasto solo «un annuncio» l'intenzione dichiarata dal ministro di far cadere il divieto che impedisce ai giovani magistrati di lavorare nelle procure. «Non sappiamo nulla dello stato dell'informatizzazione giudiziaria», ha evidenziato a sua volta e a nome di Magistratura democratica e del Movimento per la giustizia, Francesco Vigorito. «Il Csm deve riportare il dibattito su temi concreti», ha aggiunto, esprimendo la convinzione che attorno alla magistratura si sia creato «un clima torbido, fatto di insinuazioni e di attacchi e della tendenza a spiare dal buco della serratura».

DOMANI CDM Il Consiglio dei ministri convocato per domani alle 9.00, oltre alla riforma costituzionale della giustizia, tenuto conto dell'imminente scadenza dei termini per l'esercizio della delega, esaminerà -riferisce un comunicato di palazzo Chigi- anche i seguenti sei decreti legislativi in tema di normativa comunitaria: 2008/96/CE sulla sicurezza delle infrastrutture stradali; 2009/14/CE sui sistemi di garanzia dei depositi per quanto riguarda il livello di copertura e il termine di rimborso; 2009/44/CE (sul carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli) e 2002/47/CE (sui contratti di garanzia finanziaria); 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli; disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni sugli alimenti per lattanti e di proseguimento; attuazione dei Regolamenti (CE) nn. 273/2004, 111/2005 e 1277/2005 in tema di precursori di droghe. Oltre alle leggi regionali, il Consiglio esaminerà anche un disegno di legge che delega il Governo al riassetto normativo della sperimentazione clinica e delle professioni sanitarie, nonchè un regolamento sul concorso a procuratore dello Stato.

[Fonte leggo.it]

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