venerdì 4 marzo 2011

Un caso di sottrazione internazionale irrisolto dopo 4 anni. Dal Portogallo strane resistenze

Un cittadino italiano - Federico Lelli - contro uno Stato, quello del Portogallo, che nasconde i suoi due figli, Filippo e Matteo, di sei e quattro anni. La madre, portoghese, li ha sottratti quattro anni fa, rifugiandosi nel suo paese ed isolandolo completamente da loro. 

Federico dal 2008 è titolare dell'affidamento esclusivo sui bambini, ed in più la madre è stata giudicata decaduta della potestà genitoriale da un provvedimento del tribunale. Nonostante lui abbia attivato tutti i procedimenti giudiziari del caso, in Italia come in Portogallo, e adito i tribunali opportuni, per quanto sia continuamente supportato dai Ministeri degli Esteri e della Giustizia, nonché dall'Ambasciata Italiana a Lisbona, ed assistito da tre avvocati bravissimi, ancora nessun risultato è stato raggiunto.

Sembrerebbe una storia come tante, per quanto drammatiche. Una storia di "ordinaria sottrazione internazionale", ma c'è molto di più. Pare che le autorità portoghesi stiano violando in qualsiasi modo gli accordi internazionali (Convenzione Aja, Regolamento (CE) 2201/2003) dilazionando ogni azione e, quando questo non è più sufficiente, si verificano episodi che lo stesso interessato definisce "di stampo salazarista".

Per due volte, infatti, Federico viene convocato in Portogallo per prelevare i bambini e riportarli a casa, prima dal Ministero della Giustizia portoghese (giugno 2010) poi dall'Interpol/SIRENE, ma entrambe le volte si rivelano vere e propri tranelli. In seguito all'emissione dei c.d. doppi mandati di consegna, emessi da due processi indipendenti presso il tribunale di Lisbona, la madre si rende latitante per tre mesi, contando sulla probabile copertura della stessa polizia giudiziaria portoghese (così come testimoniato da un agente).

Quando la "fuga simulata" ha termine (settembre 2010), Federico viene convocato dall'Interpol e si reca d'urgenza a Lisbona per prelevare i bambini (che la polizia aveva collocato in un istituto), ma anche questa volta viene raggirato, assieme al Console Italiano che lo aveva sempre accompagnato, e si fa strada la convinzione che strane manovre si starebbero consumando tra la polizia giudiziaria e un giudice della Corte d'Appello di Lisbona. Infatti, non solo l'operazione era "finta" e tesa a ripulire la posizione della madre dei bambini (ormai provatamente colpevole di almeno tre reati), ma avrebbe avuto lo scopo di una sua incriminazione, la quale, se riuscita, avrebbe messo una pietra tombale sull'intera vicenda giudiziaria.

Federico viene regolarmente pedinato dagli agenti della polizia ogni volta che si reca in Portogallo e, durante l'ultima visita (quella di settembre), apertamente provocato (di fronte a testimoni, fra i quali il Console) dalla stessa polizia. L'intenzione della polizia sarebbe stata quella di mettere a tacere, con metodi tutt'altro che ortodossi, chi aveva ormai smascherato un caso di collusione di polizia e giudici. Fortunatamente Federico riesce a fuggire repentinamente dal Portogallo ed evitare l'epilogo peggiore.

Di tutto questo sono informati i Ministeri italiani, Carabinieri e l'Interpol. Chi conosce la cultura portoghese sa benissimo quali siano i retaggi del passato ancora solidi e come lo strato aristocratico ex coloniale (cui la madre dei bambini, di famiglia ricchissima, discendente di colonialisti mozambicani) possa indirizzare a piacere procedimenti giudiziari con buona pace dello stato di diritto. Non a caso il protagonista usa il termine "salazarista", che è piuttosto diffuso in Portogallo e identifica il metodo prevaricatore di cui sono vittime tutti coloro che si trovano a scontrarsi con questi retaggi.

In tutto ciò, il fatto più doloroso è che da quattro anni i figli del nostro connazionale vivono come orfani di padre pur non essendolo, e questo purtroppo aumenterebbe le possibilità che il Portogallo non stia facendo quanto stabilito dai trattati internazionali a cui tutti gli stati aderenti sono vincolati. Negli ultimi giorni una giornalista portoghese che si occupa di cronaca giudiziaria è venuta a conoscenza del caso e ha scritto alcuni articoli.
A parte questo, il buio.

Fonte: adiantum.it

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