venerdì 11 marzo 2011

Una proposta di disegno popolare di legge per la modifica dell´art. 155 c.c. - di P. Mortelliti

La presente proposta è motivata dall’idea di risolvere alla radice l’emergenza sociale italiana delle famiglie separate /divorziate. Questa è la panoramica della situazione odierna:
 
  1. 800.000 padri separati su 2 milioni in totale, quasi il 30%, ridotti sul lastrico e/o in stato di indigenza, depredati di fatto del bene primario di una vita quale la CASA DI PROPRIETA’ in favore delle madri separate/divorziate, senza alcun limite o regola precisa. Costretti talvolta a ricorrere alla Chiesa, a istituzioni private no-profit, a strutture dello Stato (con aggravio per le casse pubbliche) a situazioni abitative d’emergenza, etc.
  2. La privazione dell’affetto e dell’educazione paterna, sulla carta tutelata dall’attuale legge bi-genitoriale 54/2006 ma disattesa di proposito dai giudici, per circa 1,5 milione di figli minori o maggiorenni non autosufficienti, nonché l’uso plagiatorio e schiavistico degli stessi da parte delle madri (e dei loro legali) contro i padri per assicurarsi alimenti, la cui durata e’ spesso illimitata e l’entita’ insostenibile o basata su criteri anti-economci  ed arbitrari,  e l’assegnazione-esproprio della casa familiare, senza alcuna contro-partita.
  3. La scia di sangue fatta di suicidi / omicidi di natura familiare, non passionale, originati da contenziosi legali infiniti e dalle sentenze dei giudici sull’assegnazione della casa familiare, gli alimenti, gli affidi dei figli .
  4. Le violazioni quotidiane ad opera dei giudici,  palesi, discriminatorie sul sesso e sistematiche,  degli articoli costituzionali relativi alla proprieta’ privata, alla parita’ dei sessi di fronte alla legge, al diritto-dovere all’educazione dei figli per entrambe i genitori , alla liberta’ personale ed economica e il diritto di ogni cittadino ad un divorzio effettivo, completo e non solo cartaceo.
 
Individuiamo come principali responsabili i vertici della magistratura (Corte Costituzionale e Corte di Cassazione in primis, Consiglio Superiore della Magistratura e Associazione Nazionale Magistrati) nel coprire, incentivare e non sanzionare le mancanze dei loro subordinati o addurre surreali  falsi socio-ideologici  (il  tenore di vita in “costanza di matrimonio”, la  “tutela della prole” nell’assegnazione della casa familiare alla madre, la non ammissione  del regime legale dei beni scelto all’atto del matrimonio e vero titolo di contratto pre-matrimoniale, etc. ), a giustificazione del loro.
Chiediamo al Parlamento:
- in forza del referendum  del 1987 sulla punibilita’ dei magistrati approvato dall’80% dei votanti,  l’istituzione  di una  commissione parlamentare d’inchiesta che indaghi sull’ operato della  magistratura e del CSM  a tutti i livelli in materia di diritto di famiglia e la creazione di un comitato di vigilanza sulla magistratura,  che sostituisca il CSM, ,  che abbia lo scopo di ricercare ed individuare le responsabilità e l’incriminazione di tutti i  singoli magistrati italiani , rei, nell’espletamento delle loro funzioni,  di abuso d’ufficio e inapplicazione della legge 54/2006, istigazione all’odio sociale e alla discriminazione sessuale, e il loro eventuale licenziamento  per abuso d’ufficio e di potere, falso ideologico e attentato alla Costituzione;
- in forza del referendum del 1987 sulla punibilita’ dei magistrati approvato dall’80% dei votanti,  il risarcimento  dello stato ai cittadini danneggiati;
- lo scioglimento dell’associazione  magistrati per i minori e la famiglia per gli stessi motivi imputati all’ANM;
- di escludere la magistratura dalla competenza  in materia di diritto di famiglia (se non nell’ambito penale)  e di trasferire  la stessa  ai comuni di Residenza dei Coniugi (FEDERALISMO DIVORZILE ), nella figura del Sindaco o del Segretario Comunale, in quanto Pubblici Ufficiali; 
- si chiede inoltre che l'Atto di separazione legale dei Coniugi venga abrogato e sostituito direttamente dall' Atto di Cessazione degli Effetti Civili del Matrimonio (DIVORZIO BREVE).
 

TESTO DEL DISEGNO POPOLARE DI LEGGE DI MODIFICA DELL’ART. 155 C.C.

 
L'art. 155 del C.C in vigore  viene annullato integralmente e  sostituito nel seguente modo.
Dell'Atto di Divorzio.
Comma 1a
Il Sindaco , o il Segretario Comunale nelle sue veci, certifica e decreta la Cessazione degli Effetti Civili del Matrimonio tra i Coniugi o Atto di Divorzio, all'atto di Convocazione per l'Atto di Divorzio in presenza di uno o dei due coniugi residenti in quel Comune, previo verificando l'identità degli stessi e la veridicità dei documenti da essi allegati alla Domanda di Divorzio.  
I Documenti necessari per l'Atto di Divorzio sono: Stato di Famiglia, Atto di Matrimonio, Rogito Notarile o Contratto di Locazione.
Comma 1b
Qualora uno dei due coniugi, previamente convocati dal Sindaco o dal Segretario Comunale, non si presenti all'Atto di Divorzio e/o non motivi preventivamente 7 giorni prima  per iscritto (telegramma) la sua assenza per causa di forza maggiore, l'Atto di Divorzio é comunque valido in presenza di uno solo dei due coniugi e verrà trasmesso  e recapitato dal Comune per iscritto al coniuge assente  entro 15 giorni nel suo luogo di residenza o domicilio.
Della Proprietà dell'Ex-Casa Coniugale
Comma 2°
Il Sindaco, o il Segretario Comunale, verificata l'autenticità del Rogito Notarile in caso di proprietà esclusiva di un coniuge della ex-casa coniugale e l'Atto di Matrimonio attestante la Separazione Legale dei Beni, assegna all'Atto del Divorzio l'immobile al proprietario nel caso vi sia un unico proprietario, e dispone l'allontanamento entro 30 giorni del coniuge non proprietario dall'immobile. 
Comma 2b
Il Sindaco , o il Seg. Comunale, verificati Rogito Notarile e Atto di matrimonio attestante la Separazione Legale dei Beni  tra i coniugi dispone la vendita dello stesso immobile nel caso di co-intestazione dell'immobile e la ripartizione delle quote indicate nel Rogito Notarile o la compensazione tra i due. Il coniuge che resterà nell'immobile nel periodo che intercorre l'Atto di Divorzio e il Rogito di Vendita dell'ex-casa coniugale, dovrà corrispondere la metà all'altro dell'eventuale locazione.
Comma 2c
Il Sindaco, o il Seg. Comunale, verificati Rogito Notarile di co-intestazione dell'immobile e l'Atto di Matrimonio attestante la Comunione Legale dei Beni dei coniugi, dispone la vendita dello stesso e la ripartizione in misura paritaria tra gli ex-coniugi del ricavato.
Il coniuge che resterà nell'immobile nel periodo che intercorre tra  l'Atto di Divorzio e il Rogito di Vendita dell'ex-casa coniugale dovrà compartecipare  per la metà alle spese  dell’altro per l'eventuale nuova locazione. 
Comma 2d
Il Sindaco , o il Seg. Comunale , verificati Rogito Notarile dell'immobile di proprietà esclusiva di uno dei due ex-coniugi e l'Atto di Matrimonio attestante la Comunione Legale dei Beni, dispone la  corresponsione immediata del 25 % del valore di mercato dell'immobile per il coniuge uscente all'Atto di Divorzio. Del Contratto di Locazione dell'Ex. Casa Coniugale
Comma 3°
Il Sindaco, o il Seg. Comunale, verificato la titolarità del Contratto di Locazione assegna al coniuge intestatario del Contratto l'immobile e dispone l'allontanamento dell'altro entro 30 giorni dall'Atto di Divorzio.
Comma 3b
Il Sindaco, o il Seg. Comunale, verificata la co-titolarità dei due coniugi  del Contratto di Locazione dispone l'allontanamento dall'immobile del coniuge con maggior reddito entro 30 giorni dall'Atto di Divorzio.  Dell'affido dei figli minori.
Comma 4a 
Il Sindaco, o il Seg. Comunale, prende atto e registra che Il figlio o i figli minori, abiteranno presso il domicilio di entrambi i genitori per metà mese ciascuno o in altre modalità abitative o temporali liberamente decise dagli stessi genitori all'Atto di Divorzio e da ciascuno verranno mantenuti ed accuditi direttamente, salvo accordi compensativi diversi decisi dai genitori.
Le spese scolastiche e mediche verranno ripartite in pari misura. 
Ciascun genitore diventa legalmente responsabile del figlio o dei figli minori nel proprio periodo di custodia.
Ciascun genitore esercita la potestà e il diritto alla loro educazione in maniera paritaria all'altro. 
Comma 4b
Qualora i genitori decidano di abitare  o trasferirsi a grande distanza l'uno dall'altro, i figli minori dovranno essere ascoltati da Mediatori Familiari o Servizi Sociali del Comune prima della Domanda di Divorzio, i quali dovranno riferire al Sindaco, o al Seg. Comunale, per un eventuale pre-accordo tra i genitori circa la custodia ed eventuali compensazioni economiche per il mantenimento. 
Comma 4c
L’eventuale compensazione economica per il mantenimento dei figli minori  può variare da un minimo di 300 euro ad un massimo di 600 euro mensili, inclusive di spese scolastiche e mediche,  per ciascun figlio minore, a seconda del reddito. Il mancato pagamento della compensazione stabilita dal Comune dà automaticamente titolo al pignoramento, dopo 3 mesi,  sui beni personali dell’inadempiente, se non giustificati da cause di forza maggiore (stato di disoccupazione, invalidità, o simili) . 
Comma 4d
Qualora i figli minori denuncino ai Servizi Sociali o ad altre Istituzioni dello Stato ripetuti comprovati maltrattamenti, sevizie o altre gravi anomalie pericolose per la loro salute fisico-mentale  da parte di uno o tutti e due i genitori o situazioni di grave ed insanabile incompatibilità con essi , il Sindaco, o il Seg. Comunale, trasferiranno alla Magistratura Ordinaria la decisione per la loro custodia fino alla loro maggiore età.  Dei figli maggiorenni
Comma 5°
L'obbligo al mantenimento diretto dei figli da parte dei genitori vale fino alla maggiore età, nelle condizioni stabilite al Comma 4,  o al raggiungimento del diploma di scuola superiore.
Comma 5b
Al raggiungimento del diploma, i figli maggiorenni , salvo diversi accordi privati stipulati con i genitori, devono essere in grado di provvedere al proprio sostentamento o chiedere  un sussidio di disoccupazione pari a 500 euro netti mensili ai Servizi del proprio Comune per il periodo di almeno 12 mesi o ad essi aiuto per il reperimento di un posto di lavoro o di un eventuale alloggio a prezzo agevolato.
Comma 5c
La decisione di proseguire negli studi universitari, oltre il diploma di scuola superiore,  non dà titolo ai figli maggiorenni ad alcuna rivendicazione economica né ai genitori, né ai Servizi del Comune.
 
PIERO MORTELLITI
Presidente del Sindacato Padri Separati - Concorezzo (MB) 

Fonte: adiantum.it

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