lunedì 2 maggio 2011

BIN LADEN UCCISO IN PAKISTAN. CIA: "AL QAEDA SI VENDICHERA". IL BLITZ NEL COVO

WASHINGTON - Osama Bin Laden è stato trovato e ucciso dalle forze speciali Usa che avevano l'ordine non di catturarlo, ma di ucciderlo. A rivelarlo è stata una fonte del Pentagono, secondo la quale l'operazione degli "uomini rana", i Navy Seal americani, era «programmata per uccidere» e non certo per catturare il capo di Al Qaeda vivo.

E la morte di Osama continua a far tremare il mondo per eventuali ritorsioni terroristiche. Il direttore della Cia, la principale agenzia di intelligence statunitense, Leon Panetta, ha affermato che la vendetta di Al Qaeda, dopo la morte di Bin Laden, è quasi certa. «Osama bin Laden è morto. Ma Al Qaida è ancora in vita», ha detto Panetta. «I terroristi cercheranno quasi sicuramente di vendicarlo, noi dobbiamo restare vigilanti e risoluti», ha aggiunto il numero 1 della Cia.

CORPO SEPOLTO IN MARE Le autorità americane hanno confermato che il corpo di Osama bin Laden è stato sepolto in mare. «La sepoltura ha già avuto luogo», ha confermato un alto responsabile dell'amministrazione Obama. «Abbiamo fatto tutto il possibile perchè il corpo fosse trattato secondo le tradizioni musulmane - ha detto il responsabile - È un compito che abbiamo preso molto seriamente». La tradizione musulmana vuole che i corpi siano inumati prima possibile, generalmente entro 24 ore dal decesso. Di solito sono coperti da un lenzuolo bianco. Le autorità Usa non hanno rivelato dove il corpo di Osama bin Laden è stato sepolto.

LE IMMAGINI DEL BUNKER Osama Bin Laden si rifugiava nel bunker a poco pù di un'ora da Islamabad dal 2005. La tv americana Abc ha mostrato le immagini del covo del terrorista: caos e sangue nella stanza in cui è stato ucciso. Durante il blitz, a cui secondo la tv pachistana avrebbe opposto resistenza, sono morti anche un figlio, altri due uomini e una donna.

AL ZAWAHRI NUOVO LEADER DI AL QAEDA Sarà il braccio destro di Osama bin Laden, Ayman al Zawahri, a prendere il comando di Al Qaida dopo la sua uccisione: ne è certo l'ex capo dei servizi pachistani di intelligence (Isi), il generale a riposo Hamid Gul. Considerato il vero cervello del movimento, Al Zawahri è un medico di professione che incontro Bin Laden in Pakistan o Afghanistan ai tempi della resistenza contro l'invasione sovietica in quest'ultimo paese. Nessuno sa dove attualmente si trovi il terrorista egiziano, e l'Fbi ha posto sulla sua testa una taglia di 25 milioni di dollari. In una intervista ad una tv privata, Gul ha anche manifestato il timore che «ora potrà esservi una reazione violenta delle fazioni di Al Qaida in Europa, Africa e Medio Oriente, dato che esistono filiali molto pericolose del movimento in Yemen, Tunisia e Libia. L'ex responsabile dei servizi segreti militari ha detto che »con questo colpo Barack Obama può avviare la sua campagna elettorale argomentando di avere risolto il principale problema che aveva portato le truppe americane in Afghanistan. «Per il Pakistan - ha concluso - giungono invece momenti molto difficili perchè gli usa cercheranno di destabilizzarlo per prendere il controllo del suo arsenale nucleare».

IL BLITZ Un blitz dei leggendari «uomini rana», i Navy Seal americani, ha posto fine alla decennale caccia a Osama bin Laden, iniziata all'indomani delle stragi dell'11 settembre, mentre si apre il «giallo» sul cadavere del leader di al Qaida, «già sepolto in mare». L'annuncio ufficiale è arrivato alle 5.30 italiane, preceduto da un diluvio di anticipazioni provenienti dalle fonti dei media statunitensi: «Buona sera - ha esordito Barack Obama iniziando a parlare nella conferenza stampa convocata a sorpresa meno di un'ora prima -. Questa notte posso riferire alla gente d'America e al mondo che gli Stati Uniti hanno portato a termine un'operazione in cui è stato ucciso Osama Bin Laden, un terrorista che è responsabile dell'omicidio di migliaia di uomini, donne e bambini innocenti». Pochi minuti dopo, in Usa erano le 22.30, migliaia di persone si sono radunate a Ground Zero per festeggiare la notizia della morte del leader di al Qaida, cantando l'inno nazionale e al grido di 'Yes we can'. Una soddisfazione condivisa dalla comunità internazionale: «»Un grande risultato nella lotta contro il male«, ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ammonendo che »non si deve abbassare la guardia« ed è necessario continuare a combattere il terrorismo. Una posizione condivisa da tutte le cancellerie, con l'Ue che evidenzia come la morte di bin Laden renda il mondo »un luogo più sicuro«. La dinamica del blitz nella città pachistana di Abbottabad, a circa 60 km dalla capitale Islamabad, che ha portato all'uccisione del leader di al Qaida, ed altre quattro persone tra le quali un figlio, è stata raccontata da un testimone: verso le 12 italiane di ieri »dormivamo e abbiamo sentito il rumore di elicotteri. Mi sono alzato e si è sentita una violenta sparatoria durata per un pò poi una violenta esplosione, enorme, la gente è uscita di casa«, ha raccontato la fonte che ha scelto di rimanere anonima. »

Sono cominciate ad arrivare le ambulanze a sirene spiegate e la gente piangeva, tutti avevano paura«, ha aggiunto, spiegando di aver appreso solo oggi della morte di bin Laden. Una dinamica confermata da Sohaib Athar, che ha raccontato il blitz in »diretta« su Twitter. All'operazione, durata oltre mezz'ora, hanno partecipato almeno 15 uomini delle forze speciali. Il capo di al Qaida ha opposto resistenza, scatenando un conflitto a fuoco nel quale »nessun civile è rimasto ferito«, ha precisato Obama confermando alcuni dettagli del blitz.

Il via libera è arrivato venerdì mattina, dopo almeno cinque riunioni in marzo e aprile in cui il presidente aveva discusso con i suoi collaboratori i dati di intelligence su Osama bin Laden. Gli 007 americani sono arrivati allo 'sceicco del terrorè seguendo quello che ritenevano essere un suo fidato corriere. »Quando abbiamo visto il compound siamo rimasti esterrefatti«, hanno spiegato i funzionari responsabili dell'operazione. Bin Laden si nascondeva infatti in un complesso residenziale di lusso e con misure di massima sicurezza, una proprietà valutata oltre un milione di dollari.

Il complesso è abbastanza affollato e ospita numerosi militari pachistani in pensione: grande otto volte di più delle case adiacenti, è circondato da un muro alto fino a 5 metri e mezzo su cui corre il filo spinato, con altri muri posti all'interno che separano le varie zone del compound, in cui non ci sono connessioni telefoniche o internet. Se Washington ha archiviato una pagina tragica della storia recente, la sorte del cadavere del leader di al Qaida rischia di innescare roventi polemiche.

Il corpo sarebbe stato »seppellito in mare« hanno riferito funzionari statunitensi, dopo essere stato portato in Afghanistan. »Il corpo di Osama bin Laden deve essere sepolto nella terra e gettarlo in mare rappresenta un peccato«, ha sottolineato Mahmoud Ashour, dell'accademia delle ricerche islamiche di Al Azhar, il più prestigioso centro di sapere sunnita.

"DEAD"
«Dead» (morto): così, con il titolo a tutta pagina che accompagna la sua fotografia, l'America ha annunciato la notizia della morte di Osama Bin Laden. Ed è stata festa spontanea, da Washington a New York. Dal New York Times al Washington Post, dall' Abc alla Cnn, tutti i media, grandi e piccoli, hanno proposto edizioni straordinarie, mentre davanti alla Casa Bianca a Washington e, soprattutto, a Ground Zero a New York, una folla via via sempre più grande ha festeggiato la notizia scandendo «U-S-A», ma anche «Yes we can» e sventolando bandiere americane. Dopo che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha confermato ufficialmente l'annuncio (anticipato dalla CNN) con un discorso televisivo a mezzanotte, la gente d'America, da Washington a New York, da una costa all'altra del Paese, è scesa in piazza per festeggiare. Prima di tutto a Ground Zero, dove 10 anni fa avvenne l'attentato più sanguinoso sul territorio americano.

Davanti al luogo in cui sorgevano le torri gemelle, si sono assiepati newyorkesi che hanno perso in quella tragedia amici e parenti o semplici cittadini che hanno deciso di esserci, per cantare l'inno nazionale nel giorno della morte di chi quella tragedia l'ha voluta. A poco più di un'ora dalla diffusione della notizia dell'uccisione di Bin Laden, la polizia è dovuta intervenire per chiudere le strade, contenere la folla crescente che, con grande emozione, tra lacrime e preghiere, tra gioia e commozione, ha deciso di celebrare lo storico momento. Così come a Times Square, dove una folla via via sempre più grande ha festeggiato la notizia sventolando bandiere a stelle e strisce.

Gli americani non sono riusciti a rimanere a casa neppure a Washington. Si sono riversati in modo spontaneo davanti alla Casa Bianca. Tremila, quattromila persone, che sono aumentate col passare delle ore. In un clima simile a un festeggiamento da stadio. Urlando incessantemente 'U-S-À, avvolti nella bandiera a stelle e strisce, hanno dato vita ad una sorta di rito collettivo, gridando che adesso «il mondo sarè più sicuro», mentre per le strade dai suv stracarichi di ragazzi, risuonano i clacson e gli slogan «Obama, Obama!».

«Non avevo mai provato un'emozione come questa - ha detto John Kelley, uno studente di 19 anni -. È una notizia che aspettavamo da tanto tempo. Quando l'ho sentita, avevo le gambe che mi tremavano. Poi ho sentito che dovevo fare qualcosa, e sono venuto qui, davanti alla Casa Bianca». Come lui, sono stati in tanti a sentire il bisogno di festeggiare. «Quello che provo oggi? Un sentimento di giustizia - ha aggiunto un altro studente, Jon Garcia, a sua volta in Pennsylvania Avenue insieme ad un gruppo di amici -. Questo rende giustizia a tutte le persone che sono state toccate dall'11 settembre. Questo dà un senso alla nostra missione in Afghanistan».

FESTA NEGLI USA Prima poche centinaia. Poi, a migliaia, giovani e giovanissimi, hanno affollato i giardini di Lafayette Park, davanti alla Casa Bianca, urlando con foga tutta la loro gioia. Dopo aver ascoltato direttamente in tv il presidente annunciare ufficiale che Osama Bin Laden è morto, in tantissimi, avvolti con la bandiera stelle e strisce, hanno dato vita a una sorta di rito collettivo, molto più simile a festeggiamenti da stadio che a una vera e propria manifestazione politica.

Urlando incessantemente 'U-S-À, tutti avevano in mano il proprio smart phone, perennemente acceso per girare il proprio video da 'postarè su Youtube. «Adesso il mondo sarà molto più sicuro», urla una ragazza a una delle tante troupe tv che si aggiravano tra la folla. «Bin Laden ha avuto quello che si meritava», gli risponde un altro, con la maglietta dei Capitol, la squadra locale di hockey. Mentre lungo la Pennsylvania Ave, continuano ad affluire giovani universitari direttamente dalla esclusiva Georgetown University, nelle strade del centro cominciavano i caroselli dei suv stracarichi di ragazzi, anche loro con la bandiera, urlando, suonando il clacson e facendo il segnale di vittoria con le mani.

Come se avessero vinto il Mondiale. C'è chi urla 'Obama, Obamà. Altri invece, in giacca e cravatta, mostrano cartelli elettorali un pò datati, con su scritto il ticket 'Bush-Cheney'. E c'è anche chi sventola qualche bandiera dei Tea Party. Ma sono una minoranza. Complice la sera tiepida e piacevole, nessuno ha veramente voglia di parlare di politica. E soprattutto di litigare.

Tutti hanno solo una gran voglia di stare assieme e divertirsi, senza farsi tanti problemi. Più defilato, Bill, un ragazzo i 25 anni, più pensoso degli altri. Fa parte di un'associazione pacifista. Qui, in questi giardini, è venuto molte volte a manifestare il suo dissenso a tutte le guerre.

A lui questo entusiasmo non piace: «Molti di loro dieci anni fa stavano alle elementari, non sanno niente dell'11 settembre...Bin Laden era un criminale sanguinario, ma non mi piace quel Paese in cui si festeggia in piazza la morte di 21 persone». Ma è l'unico ad avere questi pensieri. Accanto a lui passa un gruppo di giovani scalmanati, sudati e a dorso nudo, che gli urlano a squarciagola 'Usa, Usà. Come loro, tanti altri, continueranno a far baldoria, in questa lunga notte di festa, a Washington.

[Fonte leggo on line]

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